Egitto, caso Zaky: nuovo rinvio dell’udienza

E' stato rinviata ancora l'udienza per il giovane ricercatore George Patrick Zaky. Il caso è sotto la lente di ingrandimento delle principali organizzazioni che tutelano i diritti umani.

Una immagine del ricercatore egiziano Patrick George Zaky. ANSA
Una immagine del ricercatore egiziano Patrick George Zaky. ANSA

Continua l’incubo per il giovane Patrick George Zaky, lo studente egiziano dell’università di Bologna in carcere al Cairo con l’accusa di propaganda sovversiva. E’ stata infatti rinviata ancora una volta – stavolta al 21 aprile – l’udienza in cui deve essere deciso se prolungare di altri 15 giorni la custodia cautelare

A dare la notizia l’agenzia ANSA, che ha riportato una dichiarazione di una dei legali di Zaky, Hoda Nasrallah, precisando che come i precedenti anche questo rinvio è dovuto al coronavirus ed ha riguardato anche altri casi all’esame della Procura.

Il caso Zaky, in breve

Il caso Zaky ha fatto il giro del mondo e le azioni del governo egiziano, da mesi, sono nel mirino delle principali organizzazioni mondali che si occupano di diritti umani. La vicenda Zaky è iniziata nei primi giorni dello scorso febbraio, quando il giovane è stato trattenuto e in seguito arrestato all’aeroporto del Cairo.

Il 27enne egiziano era stato accusato dal governo di al-Sisi “di aver pubblicato notizie false con l’intento di disturbare la pace sociale, di aver incitato proteste contro l’autorità pubblica, di aver sostenuto il rovesciamento dello stato egiziano, di aver usato i social network per minare l’ordine sociale e la sicurezza pubblica, e di aver istigato alla violenza e al terrorismo”.

La storia del suo arresto è stata raccontata dall’Egyptian Initiative for Personal Rights, l’organizzazione con la quale Zaki collabora come ricercatore sui diritti umani e di genere, ed è stata poi ripresa da Amnesty International, che da anni porta avanti una campagna molto incisiva sull’omicidio del ricercatore friulano Giulio Regeni

Da oltre due mesi Zaky si trova nelle carceri egiziane. Nonostante le numerose richieste di scarcerazione e le preghiere della famiglia, il giovane ricercatore non ha ancora avuto l’udienza che potrebbe farlo scarcerare.