Stati Uniti: 1783 vittime di Coronavirus nelle ultime 24 ore. Obama: “Bisogna dire la verità”

Continua l'incubo Coronavirus negli Stati Uniti: secondo gli ultimi dati sarebbero oltre 460 mila le persone positive. Sull'emergenza sanitaria in corso è intervento anche l'ex Presidente USA, Barack Obama.

Barack Obama incontra George Clooney
Barack Obama

Mentre si avvicina la drammatica cifra del 100 mila morti per Coronavirus, il bilancio delle vittime negli Stati Uniti ha superato quota 16 mila. Secondo i dati elaborati dalla Johns Hopkins University, i morti per COVID-19 negli USA sono ora 16.129, più della Spagna, e i casi di contagio 466.299. Solo l’Italia ha un bilancio di vittime più pesante.

Coronavirus, Stati Uniti: a New York oltre 160 mila contagi

Arrivano numeri drammatici del nuovo continente. Nelle ultime 24 ore le vittime negli Usa sono state 1.783. Lo stato più colpito è quello di New York che conta adesso un maggior numero di casi di coronavirus rispetto a qualsiasi Paese del mondo.

Il bollettino dell’università americana segna un totale di 161.807 casi nello Stato di New York (di cui ben 87.028 a New York City), con un aumento di oltre 10.000 casi nelle ultime 24 ore. Il solo Stato di NY, che ha circa 20 milioni di abitanti, supera quindi anche la Spagna, che registra ad oggi 153.222 contagi.

Obama: “L’errore più grande che si può fare in questo momento è disinformare”

Sull’emergenza sanitaria in corso è intervenuto anche l’ex presidente Barack Obama, che si è rivolto a un gruppo di sindaci durante un incontro virtuale dedicato all’emergenza coronavirus organizzato da Bloomberg Philanthropies. “Bisogna dire la verità. L’errore più grande che si può fare in questo momento è disinformare. Bisogna dire chiaramente alla gente a cosa si va incontro” e “seguire il più possibile i consigli degli esperti”.

Malgrado i numeri record, il presidente Usa Donald Trump si dice ancora fiducioso: “Se tutto va come speriamo – ha detto nel quotidiano briefing della Casa Bianca sul coronavirus – riapriremo il Paese molto, molto, molto presto, lo spero”.