Eurogruppo, ancora nessun accordo. Gualtieri: “è il momento della responsabilità”

Ancora niente di fatto per l'Eurogruppo: non c'è una linea comune europea per affrontare l'emergenza Coronavirus insieme. Ma il Presidente Centeno dà segnali positivi: "Siamo vicini ad un accordo".

Una grafica dell'eurogruppo. Da ilprimatonazionale.it.

Non ci sono ancora risposte certe dall’Eurogruppo a proposito delle manovre economiche da attuare nell’emergenza COVID-19. Nonostante una riunione durata tutta la notte, l’Eurogruppo (che riunisce i ministri dell’Economia dell’eurozona), attualmente non ha trovato alcun accordo.

Eurogruppo: “Siamo vicini ad un accordo”

Di manovre straordinarie per fronteggiare l’emergenza Coronavirus se ne parla ormai da settimane. Sul piatto, tra le altre cose, c’è anche l’ipotesi Coronabond, una misura straordinaria per permettere agli stati membri di aumentare la spesa per la sanità pubblica (come CiSiamo.info ne abbiamo parlato bene qui).

Questa mattina, mercoledì 8 aprile, il presidente dell’Eurogruppo e ministro delle finanze portoghese, Mário Centeno, ha scritto su Twitter che «dopo 16 ore di riunione, siamo vicini a un accordo, ma non ci siamo ancora», aggiungendo di avere sospeso i lavori fino a domani.

Cosa sta succedendo in Europa?

Ma come si è arrivati all’Eurogruppo? Due settimane fa i capi di stato e di governo dell’Unione Europea avevano chiesto all’Eurogruppo di trovare le misure da adottare per far fronte alla pandemia. Il Post riporta che, i ministri dell’Economia avevano trovato un accordo sulla cassa di integrazione europea e su un fondo speciale della BEI (Banca europea degli investimenti), ma non sul punto più delicato e controverso, cioè l’utilizzo del MES, il Meccanismo europeo di stabilità.

Gli scenari adesso sono diversi, perchè diverse sembrano essere le posizioni degli stati membri dell’Unione Europea. L’Italia e alcuni degli stati maggiormente colpiti dell’emergenza Coronavirus, chiedono all’UE uno sforzo di solidarietà per fronteggiare l’emergenza. Altri stati, Olanda in primis, frenano su opzioni come coronabond o agevolazioni all’accesso al MES.