Coronavirus, l’Austria riparte dal 14 aprile: sarà apertura graduale

Si parte con i piccoli negozi, dal 1° maggio sarà la volta delle grandi catene_ è il primo Paese a riaprire

Austria
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Ancora non ci sono certezze sulla data in cui l’Italia porrà fine al lockdown. al momento, come tutti sappiamo, le misure restrittive sono in vigore fino al 13 aprile, ma una proroga, almeno per alcune categorie produttive, appare quasi scontata. In Austria, invece, si è deciso di fare diversamente: la data della ripartenza è fissata, anche se ovviamente sarà in modo graduale.

L’Austria inizia la ripartenza

Il numero dei contagi da Coronavirus è ancora elevato in tutto il mondo, ma diventa inevitabile iniziare a guardare avanti e a pensare a quello che ci attende, soprattutto ben sapendo che per il vaccino sarà necessario attendere ancora a lungo. E in Austria hanno deciso di farlo in tempi brevi: sarà infatti il primo Paese a riaprire, con un piano dettagliato dopo quattro settimane di restrizioni e divieti per il Covid-19.

I piccoli negozi potranno risollevare la serranda il martedì dopo Pasqua, il 14 aprile.

L’annuncio arriva dal cancelliere 33enne Sebastian Kurz. “Siamo pronti al primo grande passo – ha detto -. Questa è la settimana decisiva. La situazione rimane estremamente tesa, l’Austria non è ancora oltre la montagna, ma i numeri stanno scendendo.

Il programma successivo appare già delineato. “Dal 1° maggio potranno poi riaprire tutti i negozi, compresi quelli più grandi di fino a 400 metri quadrati, persino i parrucchieri, attenti però a seguire le prescrizioni per la sicurezza anti-coronavirus. Vale a dire le distanze di sicurezza e un massimo di clienti a seconda della grandezza del negozio, fissato con il criterio di «una persona ogni venti metri quadri. Non abbiamo né la capacità né il desiderio di avere un agente di polizia di fronte a ogni negozio – ha continuato il cancelliere, in conferenza stampa con gli altri ministri, tutti rigorosamente con mascherina chirurgica -. Crediamo nella responsabilità personale e confidiamo nel fatto che gli operatori degli esercizi commerciali non abbiano interesse ad ammalarsi e a far ammalare i propri clienti”.

I controlli comunque non mancheranno, ma saranno casuali.