Il Regno Unito e il 2020: “5 giornate” che resteranno nella storia del Paese

Dal Coronavirus alle rotture fra i reali inglesi passando - ovviamente - per Brexit: i primi mesi del 2020 per il Regno Unito sono stati particolarmente intensi. Li abbiamo raccontati scegliendo 5 giornate simboliche.

Brexit
Brexit (foto Afp)

Ci sono anni che cambiano le sorti della storia: sono momenti spartiacque, diventano parte del vissuto di una comunità e segnano (quasi sempre) un “prima” da un “dopo”. Sono anni che studiamo sui libri di scuola fin da quando siamo bambini e ci restano impressi nella mente perchè “lì, qualcosa di importante è accaduto“. Gli esempi a sostegno di questa teoria si sprecano: dal 1917 (Rivoluzione Russa) al 1989 (caduta del Muro di Berlino), passando per l’11 settembre 2001, alla crisi finanziaria del 2008: tutti li conosciamo, per un motivo o per l’altro, perchè fanno parte della nostra storia occidentale.

Nel Regno Unito – e nell’Europa intera – il 2020 sarà uno di questi anni. Sicuramente per il Coronavirus, il virus che da Wuhan è arrivato il tutto il mondo, paralizzando gran parte dei paesi europei, ma anche perchè il 2020 è l’anno in cui il Paese di Sua Maestà ha detto addio all’Unione Europea. E ora si prepara a vivere una delle sfide più difficili della sua recente storia. E uscirne da sola non sarà facile.

Abbiamo ripercorso i primi mesi del 2020 nel Regno Unito e li raccontiamo scegliendo 5 date simboliche. Resteranno anche queste nella memoria dei britannici?

8 gennaio: Harry e Meghan annunciano il “divorzio” dalla famiglia reale

I duchi di Suxxes (Henry Mountbatten-Windsor e Meghan Markle) si allontanano dalla famiglia Reale inglese. Lo annunciano l’8 gennaio, dopo giornate burrascose (avevano passato il Natale lontano da casa Windsor, ndr).

Insieme al loro primo genito, Harry e Meghan si trasferiscono in Canada per “essere più indipendenti ed iniziare a lavorare”. L’annuncio fa il giro del mondo (si inizia a parlare di #Megxit) e la rottura dalla famiglia Reale viene anche annunciata sulla pagina Instagram che la coppia aveva lanciato a scopi benefici. I rapporti con la Regina inevitabilmente si irrigidiscono.

Qualcosa di simile era accaduto con Edoardo VIII, che nel 1936 abdicò per un’altra divorziata americana, Wallis Simpson.

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“After many months of reflection and internal discussions, we have chosen to make a transition this year in starting to carve out a progressive new role within this institution. We intend to step back as ‘senior’ members of the Royal Family and work to become financially independent, while continuing to fully support Her Majesty The Queen. It is with your encouragement, particularly over the last few years, that we feel prepared to make this adjustment. We now plan to balance our time between the United Kingdom and North America, continuing to honour our duty to The Queen, the Commonwealth, and our patronages. This geographic balance will enable us to raise our son with an appreciation for the royal tradition into which he was born, while also providing our family with the space to focus on the next chapter, including the launch of our new charitable entity. We look forward to sharing the full details of this exciting next step in due course, as we continue to collaborate with Her Majesty The Queen, The Prince of Wales, The Duke of Cambridge and all relevant parties. Until then, please accept our deepest thanks for your continued support.” – The Duke and Duchess of Sussex For more information, please visit sussexroyal.com (link in bio) Image © PA

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31 gennaio: il Regno Unito esce dall’Unione europea

Il 31 gennaio 2020 il Regno Unito ha detto ufficialmente addio all’Unione Europea. E’ il primo Paese nella storia a compiere questo passo. Fondata all’indomani del secondo conflitto mondiale, l’Unione Europea conta oggi 27 membri.

Il divorzio tra Regno Unito e UE è iniziato nel lontano 2016 con il referendum consultivo sulla permanenza dello stato nella comunità. Il 23 giugno dello stesso anno, il 51,9% dei votanti ha scelto, democraticamente, la Brexit (il termine deriva dall’unione di “Great Britain” ed “Exit”, cioè uscita). Da quel momento sono iniziate le trattative per traghettare lo stato fuori dall’UE nel modo meno traumatico possibile.

Una prima fase è stata gestita da Theresa May, leader dei conservatori e primo ministro britannico dal 13 luglio 2016 al 24 luglio 2019. La fase conclusiva – che ha portato all’uscita definitiva – è stata condotta da Boris Johnson, attuale premier UK. La vittoria di Johnson alle elezioni politiche anticipate del 2019 ha permesso ai conservatori di chiudere l’accordo con l’UE. L’accordo di recesso è stato ratificato dal Regno Unito il 23 gennaio e dall’UE il 30 gennaio. E’ così entrato in vigore il 31 gennaio 2020.

Brexit, schiaffo a Boris Johnson

16 marzo: addio all’immunità di gregge. Partono le misure straordinarie per contenere il Coronavirus

Dal non voler fare niente, fino alle misure straordinarie più rigide. Il 16 marzo 2020, il premier UK, Boris Johnson rivede la sua tattica per contenere il Coronavirus (la famosa teoria dell’immunità di gregge). Anche nel Regno Unito partono le misure straordinarie per contenere il virus arrivato da Wuhan.

I numeri in UK sono molto seri: secondo i dati della Johns Hopkins University attualmente (5 aprile 2020, ndr), il Regno Unito è l’ottavo paese più colpito al mondo. I numeri dei positivi al test del COVID-19 sono quasi 50 mila, mentre il numero dei decessi è di circa 5 mila persone (4° Paese al mondo per numero di vittime).

Tra i contagiati più celebri c’è il premier stesso (che attualmente è in auto-isolamento) e il Principe Carlo d’Inghilterra, erede al trono britannico.

Il Coronavirus arriva a Londra. Lo scatto è di IlGiornale.

1 aprile: le misure per rimanere in UK si estendono per medici ed infermieri stranieri

In barba alla Brexit, il governo inglese prolunga a medici e paramedici stranieri il visto per rimanere nel Regno Unito. A dare la notizia è l’Independent, noto giornale britannico. Secondo il quotidiano, la manovra verrà applicata a circa 2800 persone e ai rispettivi familiari. La loro VISA sarebbe scaduta il 1 ottobre 2020, ora il permesso di soggiorno è prolungato fino al prossimo anno. La motivazione è il Coronavirus: servono tutte le forze possibili per superare la grave emergenza sanitaria che ha colpito il Paese.

La manovra presenta delle criticità? Sì, soprattutto per coloro che hanno criticato fortemente l’uscita della Gran Bretagna dalla comunità europea. E’ giusto voler uscire dall’UE però servirsi (anche) di medici UE durante l’emergenza? A voi la risposta.

4 aprile: Keir Starmer è il nuovo leader dei laburisti. E’ il successore di Jeremy Corbyn

Keir Starmer, ex ministro ombra per la Brexit, è il nuovo leader dei laburisti britannici. Starmer succederà a Jeremy Corbyn, leader di sinistra radicale, che aveva annunciato che non si sarebbe ricandidato alla guida del Labour dopo la sconfitta elettorale dello scorso 12 dicembre.

Starmer è un moderato e si era più volte espresso sulla permanenza della Gran Bretagna nell’Unione Europea. Ha vinto (non a sorpresa) le primarie Labours, battendo le avversarie Rebecca Long-Bailey e Lisa Nandy.

Starmer, ha iniziato a fare politica in parlamento nel 2015, dopo essere stato eletto nelle fila del Labour. Ha 57 anni ed è un avvocato. Guiderà lui l’opposizione a Johnson nei prossimi mesi. Scommettiamo che ne vedremo delle belle?