Anche la Russia è costretta a fare i conti con il Coronavirus

I sempre più contagi da Coronavirus stanno cambiando le politiche del Paese: in Russia adesso il Coronavirus fa paura. E Putin corre ai ripari. Ecco cosa è successo in questi ultimi giorni.

Vladimir Putin visita un ospedale in Russia. La foto arriva dall'account twitter del Cremlino.

Non può più negare l’evidenza la Russia: il Coronavirus, il virus scoppiato a Wuhan e ora diffuso in modo capillare in moltissimi Paesi del mondo, è arrivato anche lì.

I numeri sono ben diversi da quelli della Cina (nel boom del contagio), degli Stati Uniti o di alcuni Paesi europei che stanno vivendo in questi giorni delle situazioni senza precedenti, in termini di contagi e decessi. Eppure, il Cremlino adotterà le prime misure speciali per contenere la diffusione.

Dalle bufale sui “500 leoni“, fino alla “settimana di vacanza“: ecco cosa è successo negli ultimi giorni nella nazione alle porte dell’Europa.

I numeri del Coronavirus in Russia

Sembrava un’isola felice rispetto alle altre grandi potenze. Il pugno di ferro, dimostrato dal Presidente Vladimir Putin in queste settimane, pareva aver limitato la diffusione dei contagi. Invece, i dati pubblicati negli ultimi giorni iniziano a preoccupare le autorità. Secondo gli ultimi aggiornamenti (domenica 29 marzo, ndr) sarebbero 1534 i casi totali di infezione da COVID-19 registrati nella Federazione Russa. Rispetto a ieri si registra un aumento di 270 unità. Il numero delle vittime sarebbe pari a 8.

Parte “una settimana di vacanza”

Quella che partirà domani è stata definita “una settimana di vacanza“. Le misure annunciate dal governo non sono rigide come quelle attivate negli altri vicini Paesi europei, ma la percezione condivisa è che siamo ben lontani dal “la situazione è sotto controllo” che Putin dichiarava appena una settimana fa.

Nello sforzo di rallentare la diffusione del virus, ristoranti, bar, parchi e centri commerciali già da ieri sera sono stati chiusi in tutta la Russia. Da domani le frontiere per entrare/uscire dal Paese verrano serrate.

La chiusura, attualmente, è prevista fino al 6 aprile.

Francia Coronavirus
Uno scatto dal Moscow Times

Il Coronavirus in Russia: il caso Mosca

La situazione più grave, per il momento, è a Mosca, dove sono stati registrati oltre 1000 casi (ma il numero sembra essere in continua crescita).

Prevedibile: Mosca è la città più popolata e cosmopolita della Federazione e qualcuno già teme di ritrovarsi in una situazione simile a quella di New York.

Contraddicendo l’iniziale ottimismo del governo, già martedì scorso il sindaco della città Sergei Sobyanin, in un incontro televisivo, si era rivolto direttamente al Presidente Putin, sostenendo che i dati ufficiali sul coronavirus fossero sbagliati e che la situazione in Russia fosse già molto grave. Sobyanin aveva poi ordinato la chiusura di negozi e ristoranti per una settimana, l’”obbligo” per i cittadini con più di 65 anni di restare in casa e aveva cambiato i protocolli usati per confermare i casi di coronavirus, rendendo più agili le procedure.

Il lavoro del Cremlino negli ultimi giorni

Pur lontano da attuare misure estremamente rigide, anche il Cremlino aveva fatto la sua parte nel contenimento del virus. Lo scorso martedì 24 marzo, il governo aveva decretato la chiusura di tutte le discoteche, cinema e parco giochi del Paese. Il giorno successivo era stata annunciata la sospensione di tutti i voli internazionali e Vladimir Putin aveva ufficialmente rimandato il referendum sulla riforma costituzionale (su questo c’era stato un lungo tira e molla, il Post lo ha decritto molto bene qui).

Inoltre, all’indomani dei primi casi, il Presidente in persona, aveva visitato gli ospedali più colpiti dall’emergenza, dialogato con le principali realtà produttive del Paese e aveva elaborato una strategia di comunicazione volta al contenimento. A questo proposito, non erano mancate le fake news, a partire dalla bufala sulla liberazione di 500 leoni in giro per le città.

Uno scenario geopolitico inedito

Il CODIV-19 sta delineando anche un nuovo quadro geopolitico. Europeo e mondiale.

A livello europeo, negli ultimi giorni si è assistito ad una spaccatura. Due i “fronti” che si confrontano tra le aule di Bruxelles: da una parte il blocco dei Paesi mediterranei (che chiede all’UE una serie di manovre economiche come i Coronabond), dall’altra l’asse dei Paesi nordici, guidati dalla Germania che, invece, su alcune manovre comuni frena (e guadagna tempo).

A livello mondiale si delinea una crisi, almeno a livello ideologico (che avrà sicuramente ricadute nel mercato) tra Cina e Stati Uniti. E la Russia in tutto ciò? A dare una visione convincente sul ruolo della Russia in questo scacchiere inedito è Paolo Scaroni, attuale deputy chairman Rothschild Group, nonché ex amministratore delegato di Enel e Eni.

“I regimi meno democratici e meno mediatici – ha raccontato al Messaggero Scaroni – consentono forse di gestire meglio la crisi da epidemia. La Russia mi sembra in una posizione di forza, per via di riserve valutarie stimate 550 miliardi di dollari e del lungo futuro di stabilità nel nome di Putin. Certo è che la Russia un ruolo politico mondiale lo vuole avere, eccome”.