Coronavirus, la Svezia va controcorrente: uffici e ristoranti aperti

Il premier premier Stefan Lofven, almeno per ora, fa appello al senso di responsabilità dei cittadini

Svezia
Foto: Pixabay

Abbiamo ormai imparato tutti come sia fondamentale restare a casa e muoversi solo per motivi di estrema necessità in questo periodo di grave emergenza sanitaria. Al momento, in assenza di un vaccino e senza grandi certezze sui farmaci da utilizzare per la cura, questo rappresenta l’unico metodo che possiamo sfruttare per fermare il contagio da Coronavirus, che ha ormai raggiunto cifre sempre più elevate. Di diverso avviso sembra essere la Svezia, che ha deciso di seguire un percorso differente: uffici e ristoranti risultano aperti, ma anche i mezzi pubblici circolano regolarmente e sono affollati come sempre.

La particolare strategia della Svezia

Poca consapevolezza di un problema ormai su scala mondiale o una gestione diversa della situazione? Difficile dare per ora una risposta precisa, ma in Svezia non sembrano avere particolari preoccupazioni all’idea della diffusione del Coronavirus. E per ora non sembrano intenzionati a seguire il percorso seguito ormai dalla maggioranza dei Paesi, ormai quasi del tutto paralizzati nella speranza di frenare il contagio.

Al momento, infatti, sia i locali pubblici sia le scuole funzionano come al solito. I governanti hanno dato un’unica raccomandazione: provare, se possibile, a limitare i rapporti sociali. Ossia lavorare da casa se si può, stare a casa se si sta male, si fa parte di un gruppo a rischio o si hanno più di 70 anni.

In questa fase il premier Stefan Lofven preferisce affidarsi alla coscienza della popolazione, che potrebbe decidere autonomamente come sia meglio agire, guardando anche quello che accade oltre i confini nazionali. Inevitabilmente, però, questo modo di agire ha scatenato non poche critiche.

il governo ha risposto che seguirà le indicazioni degli esperti dell’agenzia per la salute pubblica, secondo cui i bambini non devono per forza stare a casa.