Abdalla Hamdok, primo ministro del Sudan, è sopravvissuto ad un attentato

Sudan, attentato al primo ministro. Secondo le prime ricostruzioni, nel momento del passaggio dell’auto del primo ministro c’è stata un’esplosione, ma nessuno è rimasto ferito.

Abdalla Hamdok
Abdalla Hamdok

Il primo ministro del Sudan, Abdalla Hamdok, è sopravvissuto a un attentato contro un convoglio di auto, tra cui quella su cui viaggiava, nei pressi della capitale del Sudan, Khartum. Abdalla Hamdok, 64 anni, in passato è stato vice segretario esecutivo della Commissione Economica dell’ONU per l’Africa. E’ primo ministro del Sudan dall’agosto dello scorso anno.

Il primo ministro del Sudan coinvolto in un attentato

Secondo le prime ricostruzioni, nel momento del passaggio dell’auto del primo ministro c’è stata un’esplosione, ma nessuno è rimasto ferito. Il Post riporta che “l’esplosione è avvenuta nei pressi di un ponte che collega la zona settentrionale della città al centro, dove Hamdok si stava dirigendo. Non è chiara l’esatta dinamica dell’attentato ma alcuni testimoni hanno detto a Reuters che l’attacco sarebbe arrivato dall’alto.”

La situazione del Sudan

Ex protettorato britannico, dal 1955 il Sudan è uno stato indipendente. L’instabilità politica del Paese ha radici profonde: fin dalla sua creazione, la politica interna fu dominata da regimi militari, spesso violenti e repressivi, che portarono a conflitti interni e guerre civili. Nel 1989, dopo un colpo di stato, il generale Omar Al-Bashir, si proclamò presidente del Sudan, attuando per oltre 30 anni politiche oppressive e punitive nei confronti dei dissidenti.

Lo scorso anno iniziarono proteste e rivolte per deporre Al-Bashir. Le immagini dei tumulti nel Paese avevano fatto il giro del mondo ed era anche nata una campagna social mondiale per sostenere il paese che si chiamava #blueforSudan. Dopo mesi complessi Abdalla Hamdok era stato nominato primo ministro, diventando capo di uno dei due organi che dovrebbero guidare il paese in una fase di transizione che fra tre anni porterà a nuove elezioni.