Super Tuesday, tutto in 24 ore: così i moderati spaventati da Bernie, ora supportano Biden

Pete Buttigieg e Joe Biden durante l'evento congiunto a Dallas in Texas (Foto tratta da: profilo Twitter di Joe Biden)

La mossa ha un che di disperato, per tempi e modalità e ha l’obiettivo nemmeno troppo nascosto di arginare l’ascesa del “socialista” Bernie Sanders. Ma è anche ciò che i Repubblicani non ebbero il coraggio di fare con Donald Trump, durante le primarie del 2016. E tutti sanno come andò a finire all’epoca.

A una manciata di ore dal Super Tuesday, quando 14 Stati andranno al voto durante il Super Tuesday nella notte tra martedì e mercoledì, i moderati del partito tornano a fare ciò che riesce loro meglio: coalizzarsi. E decidono di fare, tutto a un tratto, quadrato attorno a Joe Biden, sorprendendo gran parte degli addetti ai lavori americani e dando una svolta decisiva alle primarie 2020.

In una manciata di ore, infatti, Pete Buttigieg (ex sindaco di South Bend, Indiana), Amy Klobuchar (Senatrice del Minnesota) e Beto O’Rourke (dal Texas) hanno annunciato il loro endorsement ufficiale al vice presidente di Obama. E per la prima volta si sono mostrati insieme, in Texas.

Mille e una Dem

I primi due, Buttigieg e Klobuchar, il loro supporto a Biden lo hanno dato ufficializzando la fine della loro corsa presidenziale. Il terzo, Beto, da quella corsa si era ritirato già tanto tempo fa al termine di una campagna fallimentare. Ma il suo supporto, nel suo Texas, potrebbe aiutare in modo decisivo Joe BideN, secondo Stato per numeri delegati stanotte dopo la California, dove Bernie Sanders sembra volare nei sondaggi.

Buttigieg, Klobuchar e O’Rourke hanno in comune due cose. La prima: sono stati protagonisti di alcuni tra gli scontri più accesi nel corso dei dibattiti Dem. Beto e Pete litigarono in modo selvaggio sul tema della regolamentazione delle armi in Ohio. Pete e Amy si sono scornati invece più di recente, durante il dibattito di Las Vegas di una manciata di settimane fa. Questi tre Dem, che a vario titolo rappresentano un volto nuovo del partito, da ieri notte condividono un altro aspetto: si sono riscoperti tutti grandi sostenitori di Joe Biden.

E se dovessimo scegliere un alimento per fare un paragone, quell’alimento sarebbe il miele.

Parole e miele

“L’unico modo per battere Trump è attraverso una politica che rifletta la decenza del popolo americano. È quello che abbiamo cercato di mettere in pratica durante la mia campagna, ed è quello che Joe Biden ha praticato per tutta la sua vita” ha detto Buttigieg a Dallas in un evento elettorale congiunto con l’ex vice di Obama.

“Sono orgoglioso di stare con il vicepresidente e di aiutarlo a diventare il nostro prossimo Commander-in-Chief”. Parole a cui Biden ha risposto a tono: “Mi ricorda mio figlio Beau”, ha detto durante l’evento, dove non sono mancati momenti di commozione: Beau è morto di tumore alla vigilia dell’inizio della campagna elettorale del 2016: “È il più grande complimento che io possa dare a qualsiasi donna o uomo”, ha aggiunto Biden.

Che qualche ora dopo, in un locale di downtown Dallas, è stato il destinatario di un altro elenco di complimenti, questa volta da parte di Amy Klobuchar e Beto O’Rourke. Se la prima, entrata sulla scena elettorale grazie alla prova del New Hampshire, ha detto che “Il sogno americano è più grande di questo Presidente: è giunto il momento però per noi di lavorare insieme e portare le persone con noi”, Beto ha spiegato che Biden sia “colui che possa aiutarci a ottenere ciò di cui abbiamo bisogno nella lotta alle armi e che sia il miglior candidato possibile per sconfiggere il peggior Presidente della nostra storia”.

Complottismi

Gli endorsement di Buttigieg, Klobuchar e O’Rourke sono arrivati a tappeto, uno dopo l’altro, lunedì. E assieme agli annunci del loro supporto all’ex vice presidente di Obama, non sono mancati i complottismi e i complottisti. In rete, infatti, sui social media come sui forum di opinione sembrano sempre più scatenati i sostenitori di Bernie Sanders che vedono in questa coalizione un complotto per sconfiggere il Senatore del Vermont, inarrestabile secondo diversi sondaggi.

In realtà, i moderati del partito Democratico sono stati complessivamente in maggioranza, rispetto a quanto raccolto da Sanders ed Elizabeth Warren, in ognuna delle competizioni elettorali svoltesi fin qui a parte il Nevada: dall’Iowa (dove Buttigieg, Biden e Klobuchar hanno raggiunto assieme il 54,3% contro il 44% dei due progressisti) al New Hampshire (52,6% contro il 34,9%, con Klobuchar che costò, di fatto, la vittoria a Buttigieg contro Sanders), fino al South Carolina.

Stato, quest’ultimo, dove è iniziata la rinascita di Biden che ha ottenuto il 48,4% delle preferenze distaccando tutti: Sanders (19,9%) e Warren, ma anche Buttigieg e Klobuchar. È stato proprio dopo aver visto il bassissimo supporto da parte dell’elettorato afroamericano in South Carolina, che l’ex sindaco di South Bend e la Senatrice del Minnesota hanno valutato seriamente di fare un passo indietro.

E Bloomberg?

Nessuno però, ed è anche per questo che in rete sono partite le teorie complottiste da parte dei cosiddetti BernieBros, si attendeva un ritiro così repentino e prima del Super Tuesday. E il grande sconfitto, a livello mediatico, sembra essere Mike Bloomberg, il multimiliardario protagonista di una massiccia campagna elettorale senza precedenti che è rimasto nell’ombra proprio nelle ore in cui tutti avrebbero dovuto parlare di lui.

L’ex sindaco di New York ha corteggiato sia Buttigieg che Klobuchar, complimentandosi con loro via Twitter per la campagna elettorale di cui sono stati protagonisti e, riferiscono i media USA, tentando di aprire un canale privato per accaparrarsi il loro endorsement. Ma entrambi hanno deciso di supportare Biden, lasciando il magnate alla finestra. Un segno di come il partito Democratico non voglia “uno che Democratico non lo è”, come Biden ha descritto una manciata di ore fa sia Bloomberg che Sanders.

Sanders che però, rispetto all’ex sindaco newyorkese che appare un po’ in stallo, continua a volare. Riempie piazze e palazzetti con facilità estrema. Può contare su un movimento dal basso, di persone e attivisti comuni, che nessuno ha come lui. E da St. Paul nel Minnesota, durante l’ultimo rally pre-Super Tuesday lunedì attacca: “Biden ha ricevuto contributi da più di 60 multimiliardari: Qualcuno pensa davvero che uno che debba rendere conto a 60 multimiliardari possa innescare il cambiamento serio di cui abbiamo bisogno?”