USA: Cos’è il “Super Tuesday” e perché è importante

Domani negli Stati Uniti è il Super Tuesday: ma di cosa si tratta? E perché è così decisivo in questa corsa alla Casa Bianca?

Gli stati che andranno al voto durante il Super Tuesday.
Gli stati che andranno al voto durante il Super Tuesday.

Se siete appassionati di politica americana, la data del 3 marzo vi dice qualcosa. Per tutti gli altri, il 3 marzo 2020 è il giorno del Super Tuesday, la chiamata alle urne durante le primarie democratiche in cui va al voto il maggior numero di elettori dem. Sul piatto ci sono 1.327 delegati su quasi 4.000, circa un terzo dei delegati complessivi.

I colpi di scena in queste primarie Dem non sono mancati, uno fra tutti lo stop di Pete Buttigieg alla corsa, avvenuto poche ore fa. Adesso però i candidati rimasti (6 in tutto) guardano alla giornata di domani: perché storicamente chi vince al Super Tuesday (specialmente con un grande vantaggio) poi è quasi sempre il candidato alla nomination.

Buttigieg si ritira, i Dem si compattano contro Sanders
Pete Buttigieg

Il Super Tuesday e il sistema dei delegati

Perché si parla di “super martedì” decisivo? Facile, perché votano 14 stati su 50 e perché sono in palio 1397 delegati. Chiariamo questo punto: il candidato alla Casa Bianca viene scelto negli Stati Uniti con il sistema dei delegati. Concretamente vuol dire che ogni stato USA possiede un numero X di delegati, che vengono assegnati ai vari candidati in base ai voti presi. Una volta terminata questa fase, colui (o colei) che ha raggiunto il maggior numero di delegati è automaticamente il nome il corsa per le Presidenziali. Il passaggio formale in cui questo avviene è la Convention Democratica, che quest’anno si svolgerà a Milwaukee nel mese di luglio.

Primarie democratiche: a che punto siamo?

Come CiSiamo, avevamo pubblicato appena prima del voto in Iowa (storicamente la prima tappa delle primarie Dem) il profilo dei candidati in corsa (lo trovate qui). Adesso il panorama è un po’ cambiato. Degli 11 iniziali, ne sono rimasti in corsa solo sei.

Attualmente i delegati assegnati sono stati 149: 58 a Bernie Sanders, 50 a Joe Biden (che aveva iniziato molto male ma poi ha stravinto in South Carolina), 26 a Pete Buttigieg, 8 a Elizabeth Warren e 7 a Amy Klobuchar. Il favorito, visto l’andamento di queste ultime settimane, sembra essere il senatore del Vermont, Sanders, ma il Super Tuesday potrebbe scombussolare un po’ le carte in tavola. I fattori incontrollabili per Sanders sono sostanzialmente due: il primo è una possibile alleanza tra i moderati-centristi per limitare il consenso del senatore e recuperare il maggior numero di delegati (in questo caso un’alleanza dichiarata o meno per schierarsi a favore di Joe Biden); il secondo è la discesa in campo del miliardario Michael Bloomberg, che inizierà la sua corsa alla Casa Bianca proprio nella giornata di domani. Bloomberg cerca consenso soprattutto in due stati massicci in termini di delegati: la California e il Texas.

Perché Bernie Sanders fa paura?

Sanders ha qualcosa che gli altri candidati faticano ad avere: il sostegno e l’entusiasmo del giovani, soprattutto della cosiddetta generazione millennials che in più occasioni ha riempito le piazze americane in supporto al senatore. Per gli altri dem però Sanders è divisivo e ha delle posizioni – soprattutto in ambito economico – insostenibili.

La soglia psicologica da superare per lui è quella dei 700/800 delegati durante il Super Tuesday: in quel caso la partita non sarebbe automaticamente chiusa, ma il senatore avrebbe la strada spianata verso la nomination.

(Foto dal profio Facebook di Bernie Sanders)

Super Tuesday: dove si vota?

Quali stati saranno chiamati alle urne domani? Questi, in ordine alfabetico: Alabama, Arkansas, California, Colorado, Maine, Massachusetts, Minnesota, North Carolina, Oklahoma, Tennessee, Texas, Utah, Vermont, Virginia.

Ricordiamo che si è già votato in Iowa, New Hampshire, Nevada e South Carolina. Il Washington Post ha realizzato una cartina con le tappe degli stati al voto. Per tutti gli appassionati di primarie USA, questa è la vostra Bibbia.

La mappa del Washington Post
La mappa del Washington Post