La Corea del Nord dice addio alla tregua: lancia due missili

Forte provocazione del leader Kim Jong Un dopo lo stallo diplomatico con gli Stati Uniti

Corea del Nord rompe la tregua
Corea del Nord rompe la tregua

La Corea del Nord rompe la tregua stipulata due mesi fa. Due missili sono partiti da Wonsan, sulla costa della Corea del Nord orientale alla volta dei cieli del Mar del Giappone. Il Comando di Stato Maggiore Sudcoreano afferma che non è ancora chiaro se si tratti di armi balistiche o razzi di artiglieria.

Questa è l’ultima delle provocazioni del leader coreano dopo lo stallo diplomatico con gli Stati Uniti in seguito al fallimento del vertice in Vietnam dell’anno scorso. Tutto sarebbe nato perche il lider nordcoreano avrebbe gradito una maggiore apertura americana con sanzioni meno rigide. Però senza concedere credibili garanzie su un reale processo di denuclearizzazione.

Corea del Nord: Kim Jong Un non si fa problemi ad interrompere la tregua

Alcuni giorni fa Kim Jong Un assistì ad un’esercitazione di artiglieria per testare, come riportato dai media nordcoreani, la prontezza delle unità di combattimento. Il leader nordcoreano durante una riunione del partito già a fine dicembre aveva accennato a una nuova “arma strategica“. Aggiungendo che non sarebbe stato più vincolato alla sospensione di nuovi test balistici.

Dopo il fallimento del vertice di Hanoi, la Corea del Nord aveva effettuato una serie di lanci missilistici. Trump li definì come dei meri lanci a corto raggio, dunque sostanzialmente innocui per gli Stati Uniti.

Tutto ciò avviene mentre i paesi lambiti dal Mar del Giappone affrontano i giorni più duri della epidemia da coronavirus. La Corea del Sud vive giorni drammatici, dopo la Cina è il paese con più persone contagiate, 476 nuovi casi di coronavirus solo oggi, portando il numero totale di infezioni a 4.212.

La Corea del Nord ufficialmente non ha confermato un solo caso di contagio da coronavirus stando ai media nazionali starebbe monitorando la presenza del virus su 7000 persone. Ci sono poi voci, non confermate, che un paziente contagiato sarebbe stato giustiziato.