Parigi, la corsa per la capitale: il nuovo sindaco si elegge tra 2 settimane

Mancano due settimane al voto francese: il 15 marzo parigini alle urne per eleggere il nuovo sindaco di Parigi. Ma chi sono i candidati in corsa? E cosa sta succedendo tra le fila di En Marche?

Elezioni in Francia: si vota per il Sindaco di Parigi. Foto: Internazionale.
Elezioni in Francia: si vota per il Sindaco di Parigi. Foto: Internazionale.

Il 15 marzo, fra due settimane esatte, si voterà per rinnovare il sindaco di Parigi. Tra i candidati in corsa c’è anche l’attuale primo cittadino, Anne Hidalgo, sindaca socialista della capitale francese dal 2014. E’ proprio lei, secondo gli ultimi sondaggi, la favorita. Eppure, la partita per la candidata socialista potrebbe essere più complicata del previsto perché il panorama politico francese in questi 6 anni è cambiato. E non poco. Una cosa fra tutte? La nascita e la successiva ascesa del movimento dell’ex socialista (e attuale Presidente della Repubblica) Emmanuel Macron, La Republique en Marche.

Ma chi sono i candidati in corsa? E come stanno andando? La nostra guida per arrivare preparati alle elezioni parigine.

Si vota il 15 e il 22 marzo: socialisti e repubblicani avanti

Un’elezione con il doppio turno: la prima votazione si svolgerà domenica 15 marzo 2020, l’eventuale “doppio turno” (cioè la sfida tra i 2 più votati nel primo turno, se non si è raggiunto il 50% +1) si terrà 7 giorni dopo, il 22 marzo. In corsa (quasi) tutti i principali partiti politici francesi, dai socialisti, ai conservatori, dai verdi, all’estrema sinistra. L’assente di questa partita è l’estrema destra di Marin Le Pen. Il suo partito, Rassemblement National, non ha presentato nessun candidato.

Nei sondaggi volano le donne: in vantaggio c’è la socialista Hidalgo, la favorita (meno favorita però rispetto a sei anni fa). Nel suo secondo mandato la Hidalgo sogna “une ville  100 % cycliste” e ha in progetto di piantare 170 mila alberi in sei anni per tutta la città. Va forte nell’elettorato di sinistra, ma è più debole in quello centrista, che guarda con curiosità soprattutto i volti di En Marche!.

Nei sondaggi la segue Rachida Dati, ex ministra della Giustizia nel governo di Nicolas Sarkozy e candidata coi Repubblicani, data poco sotto al 20%. E’ forte sui temi cari alla destra, sicurezza in primis. Ha proposto di aumentare l’organico di polizia e di investire sulle telecamere di sicurezza.

Che cosa sta succedendo all’interno del partito di Macron?

Tra le fila del partito di Macron c’è un po’ di confusione: il candidato di punta era l’ex portavoce del governo, Benjamin Griveaux, costretto però ad una ritirata qualche settimana fa a causa di uno scandalo sessuale (ne abbiamo parlato qui). Pare che il Presidente in persona, per sistemare la spiacevole situazione, abbiamo allora chiesto l’aiuto di Agnès Buzyn, attuale ministra della salute. Un’altra donna, con un profilo molto diverso però dalle colleghe Hidalgo e Dati: 57 anni, origini polacche, donna di scienza prestata alla politica (e pare stia facendo bene). E’ accusata di essere “troppo a destra”.

Ad essere sinceri, in casa En Marche! un po’ di confusione c’è già da qualche tempo e si chiama Cédric Villani. Matematico, classe 1973, anche lui è deputato del partito di Macron. La sua candidatura a sindaco di Parigi, ufficializzata il 4 settembre 2019, era arrivata in polemica con le scelte del partito. Attualmente è ancora in corsa. E nel segreto dell’urna potrebbe togliere qualche voto alla Buzyn.

Elezioni a sindaco di Parigi: chi sono gli altri in corsa

In gara anche i Verdi e l’estrema sinistra. I Verdi hanno un candidato che i sondaggi danno intorno al 14 per cento, David Belliard. Per quanto riguarda l’estrema sinistra, la candidata (un’altra donna!) è Danielle Simonnet, già consigliere municipale nel 20° Arrondissement di Parigi. La Simonnet da anni parlava di una sua candidatura: la scesa in campo definita è arriva nel maggio del 2019. Il suo principale obiettivo è fermare i giochi Olimpiadi di Parigi 2024, ma guarda anche all’ecologia: il suo sogno è dare una bici a tutti i sedicenni parigini e proporre menù vegetariani all’interno delle mense.

Elezione a sindaco: non c’è solo Parigi

Il 15 marzo, oltre a Parigi, voterà in altri grandi comuni francesi, fra cui Bordeaux, Marsiglia, Nizza e Tolosa (dove il sindaco uscente era stato eletto coi Repubblicani) e Lille e Montpellier, dove invece nel 2014 aveva vinto la sinistra.