Coronavirus, in Giappone donna guarita si ammala di nuovo

Si tratta di una guida turistica che vive a Osaka, ma non mancano le perplessità tra gli esperti

Coronavirus
Foto: Pixabay

In attesa che la situazione possa tornare alla normalità, arrivano anche in Italia i primi riscontri positivi per alcuni dei pazienti che hanno contratto il Coronavirus. In Giappone si è però verificata una situazione davvero inaspettata: una guida turistica di 40 anni residente a Osaka, è risultata positiva per la seconda volta in un mese. 

Il caso non può che destare preoccupazione visto che è la prima volta che si riscontra una recidiva. Finora, infatti, si era convinti che una volta debellato il virus non potesse più tornare.

Coronavirus, le recidive sono davvero possibili?

Un vaccino per il Coronavirus ancora non c’è, anche se i ricercatori sono al lavoro alacremente proprio per metterlo a punto. L’unica precauzione che possiamo adottare è quindi quella di prestare massima attenzione all’igiene, oltre ad evitare contatti con persone contagiate, soprattutto se si tratta di casi di persone che risultano già a rischio per altre situazioni pregresse.

A Osaka, in Giappone, una donna di origine straniera, che sembrava potesse considerarsi ormai guarita ha invece ricevuto nuovamente un esito nefasto dal test. Il 6 febbraio era stata dimessa, ma negli ultimi giorni si è sentita di nuovo male e le è stato ancora riscontrato il virus. Secondo l’ospedale, tra un ricovero e l’altro, era rimasta a casa e non è entrata in contatto con altre persone. 

Ora l’allerta nel Paese del Sol Levante sarà quindi ancora più forte: la città manterrà chiusi tutti gli asili, le scuole elementari e le scuole medie superiori a partire da sabato per almeno due settimane, riferisce il canale pubblico Nhk

L’idea che il Coronavirus potesse ritornare dopo essere stati sottoposti a cure con esito positivo potrebbe non essere così corretta?. La precisazione in merito arriva dal Guardian: in Cina, infatti, ci sono già stati casi di pazienti positivi una seconda volta ai test. “Una volta contratta, l’infezione può rimanere inattiva e con sintomi ridotti al minimo, e se si fa strada nei polmoni, può produrre un peggioramento”, ha dichiarato il Philip Tierno, docente della facoltà di medicina della New York University, al quotidiano britannico. Il docente si è detto quindi “non certo”, che si possa parlare di recidiva.