Primarie Dem, tutti contro Sanders: “Agenda progressista favorirà Trump”

Siamo nel vivo delle primarie democratiche. Ieri il dibattito tra i candidati ha portato a galla una grande verità: Bernie Sanders fa paura. E vola nei sondaggi.

Il confronto televisivo dei Democratici USA
Il confronto televisivo dei Democratici USA: si entra nel vivo delle primarie

Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare. Siamo nel vivo delle primarie democratiche USA, che, una volta terminate, determineranno chi sarà lo sfidante del Presidente uscente Donald Trump alla prossime elezioni Presidenziali.

Dopo i primi appuntamenti elettorali e l’assegnazione dei primissimi delegati, una cosa sembra star compattando quasi tutti i competitors in gara: la paura nei confronti di Bernie Sanders, il carismatico senatore del Vermont che con la sua agenda progressista sta conquistando il favore di molti, giovani in primis, e ora rischia di soffiare la nomination a tutti. Attualmente è lui in vantaggio e i sondaggi iniziano a delinearsi in suo favore. Ma la strada è ancora lunga e uno degli appuntamenti più importanti – il Super Tuesday – è alle porte. Di questo e molto altro, si è parlato ieri, durante il dibattito televisivo di confronto tra i candidati.

Il dibattito: tutti contro Sanders

Si è svolto nella serata di ieri, 25 febbraio, uno dei dibattiti televisivi più importanti per i dem, in vista delle Presidenziali di novembre. Il dibattito è stato un tutti contro Sanders, con l’eccezione della collega Elizabeth Warren, anche lei progressista, che è tornata ad attaccare Michael Bloomberg, il miliardario ex Sindaco di New York, pronto a scendere in campo proprio il prossimo 3 marzo (al Super Tuesday, dove verranno assegnati circa un terzo dei delegati complessivi).

Sanders si è dovuto difendere dalle accuse di essere aiutato dalla Russia e di aver difeso la Cuba di Fidel Castro (“ho detto le stesse cose di Obama”), ma soprattutto dal portare avanti un’agenda progressista che rischia di far vincere nuovamente Donald Trump. “Putin vuole la rielezione di Trump ed è per questo la Russia ti sta aiutando”, ha attaccato Bloomberg. “Vi immaginate – ha aggiunto – i repubblicani moderati che votano per Sanders? E se non succede questo non si vince contro Trump”.

Il risultato è stata una serata caotica, di cui a tratti i moderatori hanno rischiato di perdere il controllo. Con la gioia del presidente Donald Trump e dei molti repubblicani che su Twitter hanno esultato per le divisioni all’interno del fronte avversario. 

Non poteva essere altrimenti, però. Dai primi risultati negli stati USA, i moderati – Biden in primis – sono in difficoltà in questa corsa e l’agenda spostata a sinistra di Sanders fa paura, soprattutto adesso che sembra raccogliere sempre più consensi in giro per il paese.

Nel dibattito anche il Coronavirus

Anche il Coronavirus è entrato con prepotenza nel dibattito televisivo. In scena un duello a distanza con Trump, dopo che le autorità sanitarie federali hanno messo in guardia da un’impennata dei casi quasi certa anche negli Usa. I candidati dem – in accordo – hanno attaccato la gestione dell’emergenza da parte dell’amministrazione Trump, accusandola anche di aver tagliato i fondi alla sanità. Immediata la risposta del presidente su Twitter: “La mia amministrazione sta facendo un grande lavoro, compresa l’immediata chiusura dei nostri confini a certe aree del mondo. Una misura a cui i democratici erano contrari”. Il risultato, ha aggiunto, è che finora negli Usa non c’è stata alcuna vittima.

Primarie Dem: si continua in South Carolina

Il prossimo appuntamento delle primarie (sabato 29 febbraio) è in South Carolina. Nello stato Biden è il favorito (si porta dietro la grande popolarità obamiana), ma sembra che Sanders stia avanzando.