Raid israeliano colpisce la Jihad islamica palestinese

Con il sostegno della Siria e dell’Iran la Jihad islamica palestinese punta a sorpassare Hamas come gruppo più combattivo e pericoloso

Lancio di razzi da Gaza direzione Israele
Lancio di razzi da Gaza direzione Israele (foto repertorio)

Raid israeliano nella periferia di Damasco. Uccisi due militari della Jihad islamica palestinese. Questo è il secondo attacco in pochi mesi. Fatto alquanto inusuale l’attacco è stato confermato dalle forze armate dello Stato ebraico. Hanno precisato di avere colpito “posizioni” del gruppo terroristico poco prima della mezzanotte, in contemporanea con altri obiettivi nella Striscia di Gaza.

L’obbiettivo del raid israeliano

Il raid israeliano ha colpito un centro usato per “la ricerca e lo sviluppo di armamenti”, prodotti in Siria e nella Striscia. Il sito “produceva decine di chili di carburante solido per missili ogni mese”. La Jihad islamica palestinese, nonostante sia gruppo sunnita estremista, è sostenuta dall’Iran. Secondo Israele cerca di realizzare missili più precisi, che necessitano combustibile solido sofisticato.

Le forze armate siriane sostengono che la “maggior parte” dei missili lanciati dai cacciabombardieri israeliani sono stati intercettati dalle difese aeree. La Jihad islamica ha negato che ci siano state vittime fra i suo militanti a Damasco. Secondo l’Osservatorio per i diritti umani in Siria, sono morti quattro miliziani sciiti oltre ai due della Jihad.

Confermati da fonti palestinesi a Gaza ci sono stati invece almeno quattro feriti. Con il sostegno della Siria e dell’Iran la Jihad islamica palestinese punta a sorpassare Hamas come gruppo più combattivo e pericoloso.