Vince Sanders, sorprende Klobuchar: i Dem in New Hampshire sono sempre più divisi

Bernie Sanders vince, Pete Buttigieg insegue da molto vicino, Amy Klobuchar sorprende, Joe Biden crolla. La notte in New Hampshire ha segnato un nuovo importante spartiacque tra i Democratici, al secondo appuntamento con le primarie che faranno emergere il nome di chi dovrà provare a sconfiggere Donald Trump, il prossimo novembre.

Una notte che è finita come preventivato dai sondaggi per i cosiddetti front-runner, ovvero coloro che se la sarebbero dovuta giocare quasi alla pari e che quasi alla pari se la sono giocata. Una notte che però ha stravolto prospettive e aspettative, non solo perché tra Sanders e Buttigieg è stata una gara fino all’ultimo voto, ma anche per chi già in Iowa si era trovato a inseguire e ora deve lavorare per ritagliarsi un nuovo ruolo.

Il fattore “B”

Doveva essere lotta a due e lotta a due è stata. Dai quartier generali di Bernie Sanders e Pete Buttigieg, a Nashua e Manchester, in New Hampshire, i segnali sono stati positivi per ore e ore. Ed entrambi avevano ragione, perché fino alle 23.30, ora locale, la gara è stata troppo ravvicinata per annunciare un vincitore. Alla fine, il nome del vincitore è arrivato: Bernie Sanders, il Senatore del Vermont che era dato da grande favorito da tutti i sondaggi, ma che alla fine ha trionfato per pochi voti.

“Voi siete il motivo per cui abbiamo vinto in Iowa e oggi in New Hampshire”, ha detto Sanders ai suoi sostenitori, nonostante in Iowa a vincere più delegati sia stato Pete Buttigieg. Il popolo sandersiano ha atteso per ore le parole del suo leader, intonando cori come “Sanders defeats Trump” (“Sanders sconfigge Trump”) e “Pete Wall Street”. Un popolo che conferma quindi la sua lontananza dal mondo moderato e dall’universo liberal di quei Dem che sembrano aver trovato il loro astro nascente in Buttigieg.

“Il nostro è un movimento che unisce l’intero Paese da costa a costa”, ha detto Sanders, che ha iniziato a introdurre il fattore dell’unità anche come chiave della vittoria: “Al netto di chi otterrà la nomination, dobbiamo riunire il partito e sconfiggere il più pericoloso presidente della storia recente del Paese”, riferendosi a Trump.

“President Pete”

Più pacato, ma al tempo stesso deciso, il discorso di Pete Buttigieg che è stato accolto dai suoi congratulandosi con Sanders, ma anche evidenziando la prova dei moderati: insieme lui, Klobuchar e Biden hanno raccolto infatti più voti dei progressisti, Sanders e Warren.

“Un sindaco della classe media e un veterano del Midwest industriale come me sono stati considerati come la scelta giusta in New Hampshire, per sostituire questo presidente, è chiaro proprio per questo stanotte”, ha detto Buttigieg ai suoi che lo hanno accolto urlando lo slogan “President Pete”, un endorsement nell’endorsement di un candidato che si è fatto apprezzare come “Mayor Pete”, essendo diventato famoso per essere stato sindaco della cittadina di South Bend in Indiana per due mandati.

“President Pete” che però ha perso il New Hampshire proprio per i moderati a cui si è rivolto: la prova maiuscola di Amy Klobuchar infatti e gli oltre 22mila elettori che hanno supportato Biden gli sono costati la leadership in uno Stato che avrebbe potuto dare una spinta decisiva alla sua nomination.

“Buonasera America, sono Amy Klobuchar”

La vera sorpresa della serata, infatti, è stata proprio lei: Amy Klobuchar. La Senatrice del New Hampshire si è imposta con una percentuale sorprendente, vicina al 20%, ha dimostrato di essere solida e di saper usare alla perfezione il vocabolario degli elettori del Midwest. “Buonasera America, sono Amy Klobuchar e sconfiggerò Donald Trump”, ha detto al comizio di fine voto a Concord, capitale del New Hampshire.

“Porteremo questa campagna in South Carolina e Nevada”, ha promesso ai suoi sostenitori, senza però menzionare il Super Tuesday del 3 marzo, segno del fatto che sia consapevole della sua debolezza elettorale con le minoranze del Paese: Klobuchar è infatti forte con gli elettori bianchi e della classe media del Midwest, ma molto poco amata dai latini e dalla comunità afroamericana, che arricchiranno i contest in Nevada e South Carolina.

Per arrivare in modo credibile al Super Tuesday, dove ci si giocano diversi delegati negli Stati della California e del Texas, infatti, Klobuchar è costretta a fare bene dove sa che molto difficilmente riuscirà a fare bene. Anche se già da ora ha teso la mano a un’altra donna che rischia di cadere negli stessi Stati per motivi simili: Elizabeth Warren, che ha deluso nei primi due contest. “Come alla mia amica Elizabeth Warren, anche a me hanno detto che una donna non avrebbe mai potuto vincere un seggio. Il mio era al Senato in Minnesota. Io dopo aver perso una volta l’ho ottenuto, auguro a lei lo stesso”.

Warren che aveva riconosciuto qualche minuto prima la grandezza della prova di Klobuchar, complimentandosi con “la mia amica Amy per il risultato: la prova che le donne possano fare bene ovunque”.

Ora si fa sul serio

Iowa e New Hampshire sono stati due passaggi importanti, ma non fondamentali per capire quali saranno gli equilibri nel Paese. Il 93% dell’elettorato in New Hampshire è bianco, un bilanciamento molto diverso da quello degli Stati Uniti dove per vincere le elezioni è obbligatorio ricevere il supporto delle minoranze.

Joe Biden, proprio per questo, è già volato in South Carolina, dove l’elettorato afroamericano ha un peso specifico importante. “Il 99% di questa comunità non si è ancora espresso, siamo all’inizio degli inizi”, ha rassicurato Biden i suoi nella notte. Ma la lotta tra i moderati è già iniziata e la frammentazione della base Dem sembra non finire.