Coronavirus, aumentano i morti ma diminuiscono i contagi

Il numero dei morti in Cina va oltre a 1.100 ma nel frattempo il numero dei contagi diminuisce. Trovato un nome ufficiale per il virus Covid-19. Possibile faccino il 18 mesi lo conferma l'Oms

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Coronavirus

Il Ministero della Salute di Pechino aggiorna il bilancio della diffusione del nuovo coronavirus: 1.113 i morti e 44.653 i casi confermati di polmonite provocata dal coronavirus di Wuhan. Delle 97 persone decedute nelle ultime 24 ore, 94 erano residenti nella provincia di Hubei, dove ha avuto origine la diffusione del virus.

Sono intanto scesi a 2.484 i nuovi casi di Covid-19 registrati in Cina in 24 ore, secondo l’ultimo bollettino dell’Organizzazione mondiale della sanità. Fra il 9 e il 10 febbraio i nuovi contagi accertati dall’Oms ammontavano ancora a 3.073, in calo rispetto ai quasi 3.900 di qualche giorno prima.

Coronavirus: vaccino disponibile in 18 mesi lo conferma l’Oms

Il primo vaccino mirato contro il nuovo coronavirus  potrebbe essere disponibile in 18 mesi. “Dobbiamo fare il massimo oggi usando le armi disponibili”. Afferma il direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus, in conferenza stampa da Ginevra. Ciò dopo aver annunciato il nome ufficiale della malattia: Covid-19. Per il direttore dell’Oms “è importante evitare lo stigma” e altri nomi potevano essere imprecisi.

Il virus ora si chiama Covid-19

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha annunciato il nuovo nome per la malattia da nuovo coronavirus: Covid-19. Il nome è l’acronimo di Co (corona); Vi (virus); D (‘disease’, malattia) e 19 (l’anno di identificazione del virus). L’annuncio è stato fatto dal direttore generale dell’Oms durante la conferenza stampa quotidiana a Ginevra.

Si tratta di un nome ‘politically correct’. L’Oms ha sentito il bisogno di elaborare delle linee guida nel 2015, dopo che alcuni nomi legati a epidemie avevano generato non pochi problemi. In passato, infatti, numerosi virus avevano preso il nome dal luogo in cui si erano originati o dalla regione in cui erano stati identificati per la prima volta.

Da qui le raccomandazioni stilate dall’Oms: “Il nome da utilizzare per riferirsi a una nuova malattia deve consistere in termini descrittivi generici, in base ai sintomi, a coloro che colpisce, alla sua gravità o stagionalità“. Mentre vanno evitati nomi che includono aree geografiche (per esempio influenza spagnola), nomi di persone (come Malattia di Creutzfeldt-Jakob, malattia di Chagas), specie di animali etc.

C’è una “Realistica chance di stoppare se investiamo ora” la propagazione nel mondo del nuovo coronavirus, apre uno spiraglio di ottimismo il direttore generale dell’Oms.