Al via le Primarie Democratiche: la prima tappa è lo Stato dell’Iowa

Partono oggi le primarie Dem negli Stati Uniti. Gli occhi di tutto il mondo sono puntati in Iowa, dove si apre una competizione storica. Il profilo dei candidati in corsa.

Primarie Democratiche: Iowa
Al via le Primarie Democratiche negli Stati Uniti.

Uno stato “in the middle of nowhere” che però racconta tanto sulla politica USA. Sì, perché le statistiche ci dicono che chi vince le primarie in Iowa, vince la nomination per essere il candidato democratico a correre alle Presidenziali. E’ stato così 7 volte su 10 negli ultimi appuntamenti elettorali. Le primarie in Iowa sono un momento importante anche perché da questo momento iniziano ufficialmente i giochi in casa Dem per la corsa alla Casa Bianca. Un punto di inizio quello di oggi, 3 febbraio 2020, che segnerà l’intero 2020 statunitense.

Primarie Democratiche: esito incerto

A differenza di altre elezioni, questa volta l’esito è completamente incerto, difficile da decifrare. Il dibattito è ricco e inedito nelle modalità: la disciplina di partito nella casa dei Democratici è venuta un po’ a mancare e il dibattito fra i candidati è più volte sfociato in attacchi personali. Ad oggi sono 11 a correre alle primarie democratiche, anche se l’attenzione mediatica internazionale è particolarmente attenta solo su alcuni di loro. Ve ne parliamo in breve, per farvi un’idea su chi potrebbe essere lo sfidante di Donald Trump.

I 5 favoriti

Il primo è Bernie Sanders, classe 1941, già candidato nel 2016 contro Hillary Clinton. Il suo nome è molto forte tra i giovanissimi e ha ricevuto alcuni endorsement importanti, come quello di Alexandra Ocasio-Cortez, la giovane deputata di New York. I suoi meeting sono un bagno di folla perché sa come scaldare gli animi. Una vita passata in politica, definito dai repubblicani “un pericoloso socialista”, ha rivoluzionato il modo di fare campagna elettorale rifiutando finanziamenti stellari per raccogliere invece mini finanziamenti dalla gente comune. Tra i suoi obiettivi sanità pubblica e college per tutti.

Joe Biden, secondo gli ultimi sondaggi il favorito, è l’ex Vicepresidente USA durante il secondo mandato Obama. Ha 77 anni, di cui 49 passati in politica. Fortissimo sui temi della politica estera, raccoglie la forte (e ancora popolare) eredità obamiana e ci aggiunge anni e anni di esperienza dentro e fuori il Congresso. Gode di forte popolarità tra gli afro-americani, ma pecca un po’ con i giovani che non lo considerano “abbastanza progressista”.

Elizabeth Warren, professoressa di legge a Harvard, senatrice del Massachussetts. E’ l’anti Trump: donna, progressista, attenta ai temi del lavoro e della regolamentazione del profitto. Ha fatto arrabbiare tutti i colossi del digitale, Google in primis. Viene considerata un po’ la candidata della borghesia urbana e piace a buona parte del mondo giornalistico e intellettuale (l’appoggiano il New York Times e il Des Moines Register).

Pete Buttigier, un candidato insolito. Under40, gay, ex soldato. Ha portato la sua storia personale all’interno del dibattito elettorale: la paura di fare coming-out, gli studi nell’università dell’Ivy League, la guerra in Afghanistan. La sua è una storia che funziona, ma secondo i sondaggi arranca dietro a Warren, Biden e Sanders.

La discesa in campo di Michael Bloomberg si è fatta attendere, ma alla fine è arrivata. Tra le persone più ricche del mondo (si stima un patrimonio di circa 30 miliardi) è l’ex sindaco di New York. Politicamente “incerto”: è stato democratico, repubblicano, indipendente e poi di nuovo democratico. Un profilo insolito, per una campagna altrettanto insolita: non si presenta in Iowa, New Hampshire, Nevada e South Carolina, ed entrarà in scena solo il 3 marzo, con il Super Tuesday che assegnerà circa un terzo di tutti i delegati (si vota in California, Texas, Massachussetts e altri grandi Stati). 

Primarie Democratiche: gli altri candidati

Nei sondaggi sono lontanissimi, ma è giusto citarli per darvi un quadro più dettagliato: Tom Steyer e Andrew Yang sono gli unici non politici di professione e vengono dalla società civile. In corsa anche Michael Bennet (senatore del Colorado), Tulsi Gabbard, deputata delle Hawaii e Deval Patrick, ex governatore del Massachussets. La sorpresa di oggi potrebbe essere Amy Klobuchar, Senatrice del Minnesota. Il perché ve lo spieghiamo qui.