Segnatevi questo nome, per i caucus in Iowa: Amy Klobuchar

Amy Klobuchar durante un evento della sua campagna elettorale, in Nevada (Foto Flickr: Gage Skidmore)

Da Hamburg Inn #2, famoso diner nel cuore di Iowa City, le vibes sono elettrizzanti. Manca una manciata di giorni appena, ai caucus dei Democratici e tra le sale di questo piccolo locale, dove gli “Iowani” ordinano la “Presidential Breakfast” e ammirano le foto dei Presidenti passati da qui per fare campagna elettorale, non si parla d’altro. Chi vincerà i caucus di lunedì?

I media americani, anche quelli locali, sono indecisi. La corsa a quattro è talmente intensa che nessuno sa dire chi potrà ottenere più preferenze: da Joe Biden a Bernie Sanders, in grande crescita, da Pete Buttigieg a Elizabeth Warren, quest’ultima in calo dopo un autunno scoppiettante, nonostante il recente endorsement del New York Times.

Ma c’è un’altra donna che sembra stia vivendo un momento d’oro, seppur più silenzioso, anche lei supportata dall’editorial board del Times: Amy Klobuchar, figlia del Midwest dal Minnesota, grande negoziatrice, estremamente preparata. E che potrebbe far diventare la competizione una corsa a cinque.

Sondaggi                                 

In mezzo alla neve, ai margini delle strade, i banner dei candidati di fronte alle villette a schiera colorano la piccola Iowa City. E c’è un colore che, seppur in minoranza, si sta vedendo sempre di più: quello verde della Senatrice del Minnesota.

A far discutere, in queste ore, è il sondaggio condotto da Monmouth mercoledì, che conferma l’imprevedibilità del voto di lunedì prossimo. Sono, appunto, quei quattro a giocarsela: Joe Biden in testa con il 23%, seguito da Bernie Sanders (21%), Pete Buttigieg (16%) ed Elizabeth Warren (15%). Poi, però, arriva lei, per la prima volta in doppia cifra secondo le rilevazioni Monmouth e con un trend di crescita da tenere in considerazione: Amy Klobuchar, al 10%.

“Un cambio di scelta di poco meno di 10mila elettori potrebbe determinare chi vincerà i caucus, se questa modifica dipenderà da uno specifico gruppo demografico”, ha spiegato Patrick Murray, direttore dell’istituto di sondaggi che ha aperto gli occhi sulla crescita di Klobuchar.

La Senatrice del Minnesota lo sa bene e nonostante abbia perso gli ultimi giorni di campagna elettorale per partecipare alle sedute del processo di Impeachment ai danni di Donald Trump, sta focalizzandosi molto sulla fascia di elettori tra i 40 e i 65 anni, nati e cresciuti nel Midwest. In particolare, è la parte settentrionale dell’Iowa confinante con quel Minnesota che le ha dato i natali, a simpatizzare per lei.

“Nonostante non tutti la votino, non si può dire che non sia apprezzata per quello che ha fatto in Senato e per la sua concretezza come legislatrice”, ha detto a CiSiamo Kurt Meyer, chairmain Dem della TriCounty in Iowa.

Il gioco dei caucus

I caucus sono unici, perché non sono semplici primarie, come le conosciamo anche noi in Italia. Non si tratta di un voto verticale, su un freddo foglio compilato dentro un seggio elettorale. Un caucus è una sorta di macro-consultazione popolare all’interno dello Stato, distribuita per centinaia di micro-centri come palestre, caffè e auditorium, dove le persone si riuniscono per discutere e decidere chi possa essere il miglior candidato Presidente.

Negli Stati Uniti, questa consultazione viene considerata come la più alta forma di coinvolgimento democratico, perché elettori comuni, rappresentanti di candidati e semplici sostenitori si battono in prima persona per convincere gli altri che il “loro” candidato possa essere migliore e più adatto.

Questa formula, però, rende i caucus anche più imprevedibili per chi conduce i sondaggi, perché è facile che in certi distretti alcuni candidati non riescano a superare la soglia di sbarramento minima, senza per questo essere “tracciabili” dai sondaggi. In questi casi, in quel distretto inizierà una vera e propria gara elettorale per accaparrarsi i gruppi di elettori che avevano “fatto caucus” per il candidato che non ce l’ha fatta.

Nel caso in cui accada a Klobuchar, secondo il sondaggio Monmouth che in queste ore è sulla bocca di tutti, l’elettorato sembra indeciso: se lei e Yang, imprenditore multimilionario che oscilla tra il 3% e il 5%, non dovessero raggiungere la percentuale prevista, il loro pacchetto di voti andrebbe a Biden e Sanders per il 22% degli intervistati, a Buttigieg per il 17%, a Warren per il 16%. In quel caso, Biden salirebbe al 29%, Sanders al 25%, Buttigieg al 20% e Warren al 19%.

Di nuovo, tutti molto vicini. “Per questo la performance di Klobuchar potrebbe essere tanto decisiva”, ha commentato ancora Murray dell’istituto Monmouth.

Amy for Vice President?

Dovesse andare bene in Iowa, le porte del New Hampshire, secondo Stato al voto l’11 febbraio, potrebbero aprirsi ulteriormente per Amy Klobuchar, che in pochi considerano adatta a diventare Presidente perché manca di carisma elettorale e non sembra avere appeal sulle grandi masse, specialmente in città liberal come New York o Los Angeles. Nonostante questo, però, continua a essere una politica apprezzata per la sua capacità di trovare compromessi e rendere le sue idee fatti concreti nel luogo dove questa dovrebbe essere una regola e non una rarità: il Congresso.

Secondo i dati ufficiali del Senato, infatti, tra il 2015 e il 2017 è stata la senatrice che ha fatto passare più leggi tutti gli altri, un risultato che, secondo il Center for Effective Lawmaking, importante think-tank che traccia il rendimento dei “parlamentari” americani, l’ha portata a essere efficace “sopra ogni aspettativa”. Sempre secondo le statistiche ufficiali, da gennaio 2017 a genaio 2019 è stata assente per appena lo 0,5% dei voti: una rarità.

Queste capacità e questa etica al lavoro, secondo diversi esperti in Iowa, la renderebbe una perfetta vice Presidente, perché capace di fare da mediatrice tra la Casa Bianca dell’eventuale Presidente e i due rami del Congresso.  

I caucus

Il giorno 3 febbraio, lunedì, si avvicina. Solo allora sapremo il verdetto e si capiranno gli equilibri in gioco per i cosiddetti “early States”, ovvero i primi quattro che si esprimeranno a febbraio prima del cosiddetto “Super Tuesday” del 3 marzo. Allora, nella mischia, ci sarà anche Mike Bloomberg che non sta partecipando ai caucus in Iowa e di cui la stessa Klobuchar oggi ha detto: “Dovrebbe avere la possibilità di presenziare ai dibattiti pubblici televisivi”.

Coalizione in arrivo?