Turchia, vittime di stupro condannate a sposare il proprio stupratore

In questi giorni si sta discutendo nel Parlamento di Ankara una legge che obbliga le vittime di violenza sessuale a sposare il proprio carnefice.

Purtroppo i casi di stupro continuano a coprire una parte importante nella cronaca quotidiana non solo italiana, ma globale. Quello che potrebbe sembrare un racconto di fantasia invece rispecchia la realtà turca che, nel 2020, propone una legge alquanto denigrante.

In Turchia, il partito conservatore di ispirazione religiosa del presidente Recep Tayyip Erdogan, ha rilanciato in Parlamento la proposta di legge del cosiddetto “matrimonio riparatore”.

Ciò significa sposare il proprio stupratore a patto che la differenza di età tra vittima e carnefice non superi i 10 anni.

Turchia, non è la prima volta che propongono questa legge

Il partito Giustizia e Sviluppo cerca di far passare questa legge dal 2016, ritirata conseguentemente alla discussione dopo le accese proteste dell’opinione pubblica.

Ora ci riprovano, forti dei consensi che Erdogan ha ricevuto in seguito alle sue posizioni in politica estera, tra repressione curda in Siria e il pugno di ferro in Libia.

Se questa norma venisse approvata, così come è stata concepita dalla maggioranza, salverebbe dalle conseguenze penale chiunque si sia macchiato di violenza sessuale convolando a nozze con la vittima che non avrebbe scelta.

Le donne turche dicono NO

Questo disegno di legge, portato all’Assemblea di Ankara all’interno di un pacchetto di riforme più ampie, è legato all’ambito giudiziario.

Le deputate dell’opposizione hanno fatto fronte comune alzandosi dagli scranni parlamentari e cantando a gran voce quello che è diventato l’inno cileno contro la violenza sulle donne “El violador en tu camino, el violador eres tu” (Lo stupratore sulla tua strada, lo stupratore sei tu).

In pochissimo tempo il centro di Istanbul si è riempito di giovani donne che sono scese in piazza per ribellarsi contro questo scellerato provvedimento, mentre le associazioni laiche sono in stato di allerta.

Turchia, livello di femminicidio altissimo

In Turchia, i dati sulla violenza contro le donne sono allarmanti. Secondo la piattaforma “Fermiamo i femminicidi”, nel 2019 sono state uccise 474 donne.

Secondo degli studi delle Nazioni Unite il 38 per cento delle donne turche ammette di aver subito una qualche forma di violenza da parte di un uomo.

Dall’insediamento della maggioranza d’ispirazione religiosa è anche difficile far emergere dei numeri certi, dato che il Governo ha smesso di rendere noti i dati ufficiali.

Elena Siotti
Sono Elena, ho 22 anni e frequento il terzo anno della facoltà di scienze della comunicazione presso l'Università degli Studi dell'Insubria. Poter scrivere per Ci Siamo.info rappresenta per me un grande traguardo e spero che sia il primo di tanti altri.