La sinistra americana si è già spaccata?

La mancata stretta di mano tra Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, alla fine del dibattito di Des Moines, in Iowa, martedì 14 gennaio 2020 (Fotogramma da video CNN)

Uniti nella proposta della sanità pubblica in America, divisi da qualche mese sul come realizzarla. E da qualche giorno, divisi anche da una polemica ben più accesa. L’alleanza tra Bernie Sanders ed Elizabeth Warren, i due interpreti della sinistra più progressista in America, vacilla, ancor prima dell’inizio delle primarie dei Democratici, al via il 3 febbraio con i caucus in Iowa.  

Sanders e Warren, pur non essendo mai diventati amici, si sono sempre molto rispettati politicamente. Hanno condotto diverse battaglie insieme, come quella sulla proposta di minimum wage (il minimo salariale a 15 dollari all’ora), soprattutto in Senato, dove entrambi parteciperanno al processo di Impeachment contro Donald Trump, che entrerà nel vivo da settimana prossima.

Ma una polemica a mezzo stampa e una stretta di mano mancata hanno rimesso velocemente tutto in discussione. E ad avvantaggiarsene potrebbero essere i candidati più moderati alle Primarie.

Una conversazione privata nel 2018

Tutto ha avuto inizio con uno scoop pubblicato da CNN a inizio settimana, ripreso da un articolo pubblicato dal New York Times e da diversi altri media americani. Secondo CNN infatti, che ha citato due fonti a conoscenza del meeting, in una conversazione privata con Elizabeth Warren, Sanders le avrebbe detto che secondo lui una donna non potrà mai vincere la competizione elettorale contro Donald Trump.

Questo faccia a faccia sarebbe avvenuto nel 2018. Ed è stato confermato dalla stessa Warren, che ha dichiarato in una nota ufficiale: “Pensavo che una donna potesse vincere; lui non era d’accordo. Ma ora non voglio più parlarne, sono più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono”. Dal canto suo, però, Sanders ha negato e lo ha fatto in modo perentorio, alla Sanders.

“È ridicolo credere che nello stesso incontro in cui Elizabeth Warren mi ha detto che stava per candidarsi alla presidenza, le avrei detto che una donna non poteva vincere”, ha scritto in un comunicato di risposta, che prosegue: “È triste che, tre settimane prima del caucus dell’Iowa e un anno dopo quella conversazione privata, lo staff che non era in quella stanza stia mentendo su ciò che è accaduto”.

E poi ancora: “Quello che ho detto quella notte è stato che Donald Trump è un sessista, un razzista e un bugiardo che avrebbe armato tutto ciò che poteva. Credo che una donna possa vincere nel 2020? Ovviamente! Dopotutto, Hillary Clinton ha battuto Donald Trump di 3 milioni di voti nel 2016”.

Niente stretta di mano

I tempi dello scoop sono stati chirurgici: a 24 ore dal dibattito pubblico a Des Moines, 48 ore dopo la pubblicazione di un sondaggio pubblicato proprio dalle due testate che quel dibattito lo avrebbero moderato (CNN e Des Moines Register), che ha visto Sanders in testa con il 20%, seguito da Warren (17%), Pete Buttigieg (16%) e Joe Biden (15%).

Lo scoop, ovviamente, ha avuto delle ricadute sul confronto tra i candidati, l’ultimo prima dei caucus in Iowa, tenutosi a Des Moines. Sanders si è dovuto difendere dalle accuse, mentre Warren ha attaccato, prendendo la scena in uno degli scambi più a suo favore dell’intera campagna elettorale. Alla domanda se una donna possa vincere la competizione, la candidata dal Massachusetts ha risposto: “Guardate questi uomini, qui sul palco. Insieme hanno perso dieci elezioni. Le sole persone su questo palco che hanno vinto ogni singola competizione elettorale sono donne. Sono me e Amy (Klobuchar, ndr)”. 

Gli strascichi del dibattito, tenutosi martedì, non si sono fermati. Perché alla fine del confronto, momento in cui i candidati si stringono generalmente la mano e si scambiano sorrisi, Warren e Sanders si sono scontrati di nuovo. Lui ha provato a stringerle la mano, lei ha rifiutato. Ed è stata di nuovo CNN ad aver fatto lo scoop, rilasciando l’audio della loro discussione: “Credo che tu mi abbia dato della bugiarda in diretta televisiva nazionale”, ha detto Warren a Sanders. “No, tu mi hai definito come un bugiardo”, avrebbe risposto il senatore del Vermont, secondo quanto riportato da Associated Press.

Scontro acceso

Ma che non tirasse buona aria tra i due principali interpreti dell’ala sinistra del partito Democratico è chiaro già da tempo. Secondo quanto riportato dal Ny Times, le due campagne si studiano e non si fidano l’una dell’altra, da qualche settimana a questa parte.

A Warren non è piaciuto che la campagna di Sanders non abbia fatto nulla per fermare gli attacchi nei suoi confronti su Twitter a seguito dello scoop di CNN e del dibattito a Des Moines, quando è imperversato l’hashtag #NeverWarren e i supporter di Sanders hanno attaccato Warren. La campagna di Sanders, viceversa, crede sia stato proprio l’entourage di Warren a contattare CNN per lo scoop sulla frase del Senatore del Vermont.

Insomma, se fino a questo momento entrambi avevano focalizzato i loro attacchi ai candidati più moderati, ora lo scontro si è acceso tra di loro. E il vaso, in realtà, era già traboccato domenica scorsa quando il giornale Politico era entrato in possesso dello script che la campagna di Sanders sta distribuendo ai suoi volontari, in giro per gli Stati Uniti. Uno script contenente critiche a Warren e al suo elettorato (“Le persone che la supportano sono altamente istruite e non appartenenti alla classe dei lavoratori” e “Non sta portando alcuna nuova base elettorale dentro il Partito Democratico”) e che la stessa Warren ha preso molto male.

I due, infatti, almeno a parole avevano un patto di “non aggressione” che Sanders avrebbe così in qualche modo rotto: “Sta provando a buttarmi fango addosso”, ha contrattaccato Warren domenica a margine di un evento elettorale a Mason City, in Iowa, 24 ore prima della pubblicazione dello scoop da parte di CNN.

I problemi di Bernie nel 2016

Non è la prima volta che Bernie Sanders deve difendersi per uscite infelici sulle donne. All’inizio del 2019, il senatore del Vermont ha dovuto scusarsi per ben due volte pubblicamente. Il motivo? Diversi articoli pubblicati sulla stampa americana avevano riportato episodi di sessismo, discriminazione sessuale e di genere all’interno della sua campagna elettorale nel 2016.

Una bufera che aveva coinvolto parecchi elementi di alto livello del suo entourage: “Sembra che in una parte della nostra campagna, ci siano state donne che sono state discriminate e molestate: le ringrazio per aver parlato, con tutto il mio cuore. È inaccettabile”, aveva twittato Sanders. Ora, nuove polemiche si sono riaccese, per una frase che lo stesso Senatore avrebbe rivolto a Warren appena un mese prima di quel tweet di scuse.

“Entrambi siete un esempio di progressismo, il nostro movimento ha bisogno di vedervi di nuovo insieme a lavorare per sconfiggere l’establishment Democratico, non vogliamo vedervi l’uno contro l’altra”, ha provato a twittare “Democracy for America”, uno dei gruppi progressisti più importanti del Paese, in un tentativo di mediazione.

Ma la ferita ormai è aperta. E ad avvantaggiarsene, a meno di venti giorni dall’inizio delle primarie, potrebbero essere proprio i moderati.