L’ Fpö ha espulso Heinz Christian Strache dal partito

L' Fpö ha espulso Heinz Christian Strache dal partito, come hanno reso noto i nuovi capi Norbert Hofer, Herbert Kickl a Dominik Nepp

Heinz Christian Strache
Heinz Christian Strache

Venerdì scorso, 13 novembre, dopo ben trecento giorni di riflessione, l’ Fpö ha espulso Heinz Christian Strache dal partito, come hanno reso noto i nuovi capi Norbert Hofer, Herbert Kickl a Dominik Nepp in una conferenza stampa. La decisione della sua espulsione è avvenuta in sua assenza perché Strache non si è presentato davanti al “ Parteigericht”, una sorta di collegio dei probiviri.

Strache era stato a capo del partito di estrema destra, vicecancelliere fino al maggio scorso e per 14 anni ininterrottamente segretario politico nazionale del partito dell’ estrema destra sovranista. In seguito all’ Ibiza-gate e alla scoperta dell’ uso di soldi del partito, che Strache avrebbe impiegato per pagare spese private, a inizio ottobre lui stesso si era dimesso dal geverno e dalla guida del partito.

La sua espulsione dal partito ufficialmente non è però avvenuta tanto per i suddetti motivi, bensì a causa delle sue numerose dichiarazioni nei media, dei suoi post su faceebook e dei suoi interventi pubblici che avrebbero causato danno al partito. L’ Fpö infatti era stato sconfitto alle elezioni politiche di settembre e anche a quelle dei due Länder, del Voralberg e della Stiria. A fine novembre Strache aveva espresso ufficialmente un suo comeback per ritornare a capo dell’ Fpö, proponendosi prima per un seggio all’ Europarlamento e poi per una candidatura alle elezioni comunali di Vienna del prossimo anno. Sono stati anche questi suoi arditi propositi che hanno accelerato la sua espulsione definitiva.

Strache avrebbe già fondato un nuovo partito

Tutte queste vicende non sembrano turbare minimamente l’ ex politico: giovedì Karl Baron, già seguace di Strache, ha rinunciato al suo mandato nell’ Fpö per fondare un nuovo partito, la DAÖ, Die Allianz für Österreich (L’ alleanza per l’ Austria). Baron, insieme ad altri tre mandatari, ha già un posto nel consiglio comunale di Vienna. Dietro a questo nuovo partito ci sarebbe proprio Strache che si sarebbe già messo all’opera per trovare i finanziamenti, incontrando esponenti della finanza e dell’ imprenditoria. Strache non entrerebbe al posto di Baron nel consiglio comunale ma come capo candidato durante le elezioni non con la DAÖ, ma con la Lista Strache.

Nonostante tutti gli scandali che hanno coinvolto hanno coinvolto l’ ex cancelliere, il consenso da parte della popolazione nei suoi confronti rimane ancora alto: il 52% degli elettori vorrebbe un ritorno in politica del loro favorito.

Strache ha rilasciato la seguente intervista al giornale austriaco Österreich:

Österreich: Sig.e Strache, può comprendere le accuse che le sono state mosse, di essersi comportato in modo da arrecar danno al partito?”

Strache: “Chi è senza peccato scagli la prima pietra. Io però mi ritengo vittima del complotto di Ibiza, di una trappola criminale e di altre azioni pianeggiate che hanno avuto lo scopo di annientare la mia persona.Io mi sono ritirato dal partito per salvare il regime e adesso mi difendo da tutte le accuse mosse contro di me, accuse che stanno diventando sempre più assurde e lotto per la mia “riabilitazione””.

Österreich: “È deluso dai suoi amici di una volta del partito?”

Strache: “Una delusione è la fine di un abbaglio, porta chiarezza. Io vedo avanti, non indietro”.

Dieci milioni provenienti da russi ucraini

Nel frattempo emerge un altro personaggio, Ernst Neumayer che in un’ intervista rilasciata alla radio austriaca Ö1 dichiara:

“io avrei ricevuto due milioni, due milionisarebbero andati a Strache, due milioni a Peter Fichtenberger e quattro milioni al partito Fpö “.

Ernst Neumayer avrebbe fatto da mediatore per l’ affidamento di un mandato comprato da un oligarca ucraino. Neumayer non avrebbe ottenuto la sua provvisione e per questo motivo aveva denunciato l’ Fpö già nel 2016. Probabilmente si tratta di quei soldi che l’ ex guardia di Strache corpo Oliver R. aveva visto nel cofano dell’ auto del politico e quelli che l’ assistente di Strache aveva notato in uno zainetto nel suo ufficio, fatti di cui avevamo già scritto in un articolo precedente. Alla luce di queste dichiarazioni degli ex dipendenti di Strache, Neumayer richiede ora la riapertura del caso per ottenere la sua parte.

Interessante e degno di nota è il fatto che la compera di un mandato in parlamento in Austria non è illegale.

Redazione CiSiamo
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