Ibiza Gate: spese pazze di Heinz Christian Strache a carico dell’ FPÖ

Lezioni private per il figlio e perfino la donna delle pulizie pagate da Heinz-Christian Strache con i soldi del partito.

Heinz Christian Strache
Heinz Christian Strache

Dopo i guai dell’ Ibiza-gate, di cui abbiamo già riferito, la posizione di Heinz Christian Strache, ex capo del partito austriaco dell’ Fpö peggiora sempre più con l’emergere di notizie riguardanti l’utilizzo di soldi del partito spesi, probabilmente, dal politico per pagare ricevute derivanti da spese private.

Il Nel Kurier si legge che l’ ex capo della Fpö avrebbe messo sul conto del suo partito addirittura le ricevute delle riparazioni della piscina nel suo giardino, oltre ad altre per spese di natura privata, come quelle per vestiti di marca, borse di lusso per sua moglie e care cene in ristoranti rinomati. Il politico avrebbe addebitato al partito anche le lezioni private per il figlio avuto dalla sua prima moglie e perfino i conti per la donna delle pulizie. Agli atti della procura esiste anche un mucchio di multe stradali ricevute dal politico come pure medicine pagate sempre con i soldi del partito. Ma anche ricevute per party e vestiti di marca si trovano sulla lista delle spese di Strache.

L’ ex capo della Fpö avrebbe avuto a disposizione un conto per le spese di lavoro di 10.000 euro al mese e avrebbe inoltre ricevuto un aiuto finanziario di € 2.500 al mese per l’ affitto della sua villa alle porte di Vienna, che lui dice però di aver utilizzato anche per scopi lavorativi.

Ruolo di Oliver R., l’ ex guardia del corpo di Strache

Secondo der Standard Strache naturalmente smentisce tutte queste accuse e dichiara di non aver mai avuto un conto per le spese. Anzi accusa Oliver R., la sua ex guardia per molti anni, accusandolo di essersi appropriato indebitamente lui stesso dei soldi del partito. Oliver R. era stato interrogato dalla polizia già nel settembre scorso e aveva dichiarato di aver visto borse piene di soldi nel cofano della macchina di Strache.

Aveva inoltre fatto anche delle foto che testimoniano la presenza di quelle ingenti somme di denaro: si tratterrebbe probabilmente di soldi che il partito di destra o Strache stesso avrebbe ricevuto da un uomini d’ affari russi. Si parla addirittura di 10 milioni di euro provenienti forse da un affare concluso probabilmente per comprare un mandato al parlamento di un uomo di fiducia di quei ologarchi russi. Quest’uomo che poi ha ottenuto effettivamente il posto al parlamento. La Fpö nega di aver ricevuto questi soldi. L’ acquisto di un mandato però non è illegale in Austria perché la formazione di una lista di un partito per le elezioni non rappresenta un atto ufficiale, perciò questo atto non è soggetto a nessuna accusa di corruzione. Quindi la procedura per corruzione è stata interrotta.

Interessante è il fatto che, secondo quanto riferisce il giornale austriaco ÖSTERREICH-insider-magazin, Strache dichiara di aver rifuso le spese che aveva fatto con la carta di credito del partito con soldi in contanti. Alla domanda da dove provenivano tanti soldi, lui aveva risposto che li aveva ereditati. Oliver R. ha presentato agli investigatori anche altre ricevute delle sue spese private. Strache, in seguito ad una malattia l’ aveva licenziato e quindi sospetta che tutte queste accuse a lui rivolte siano state formulate per vendetta.

Cosa hanno scoperto gli investigatori

Nel frattempo gli investigatori hanno scoperto che questo bodyguard conosceva già da molto tempo i fautori del video di Ibiza e che avrebbe raccolto materiale compromettente a scapito dell’ ex capo della Fpö. Con il suo avvocato M. avrebbe cercato di venderlo alla concorrenza politica già nel 2015, durante le elezioni a Vienna. Pare che anche questo avvocato M. sia coinvolto nell’Ibiza gate.

Karin S., l’ ex collaboratrice di Strache

A queste dichiarazione della guardia del corpo si aggiungono anche quelle dell’ assistente di Strache, Karin S. che aveva lavorato con lui per molti anni. Questa donna è stata interrogata dagli investigatori e ha descritto in modo molto dettagliato il “giochetto” con cui l’ ex vicecancelliere e avrebbe raggirato il partito.

“Quando mi arrivavano delle ricevute che non c’entravano con l’attività politica di Strache, come per esempio le ricevute di per sci ed quelle di hotel durante una vacanza invernale in una località turistica e io le avevo rifiutate mandandole indietro, dopo un po’ me le sono di nuovo trovate sul tavolo. Con queste ricevute sono andata da Strache, che così mi ha risposto:“ Vai da O. che te le scambia”.

Con questa risposta l’ assistente si riferiva al fatto che, al posto di ricevute private, O. doveva cambiarle, presentandole per esempio come ricevute di un ristorante e in questo modo potevano apparire come spese in uscita per motivi di attività politiche”. “Quando io gli chiedevo delle spiegazioni a riguardo, lui si discolpava dicendo che durante le vacanze si sarebbe incontrato con funzionari e membri del partito. In questo modo le spese risultavano giustificate. Questo cambio di ricevute era iniziato già nel 2010 ed era andato avanti fino al 2017, anno in cui Strache era diventato cancelliere. Da quel momento in poi le ricevute private sono state rifuso con soldi in contanti”.

Le prove

Nel telefonino della suddetta assistente confiscato dagli investigatori, è stato trovato il seguente messaggio dell’ ex vicecancelliere: “Scriva su tutte le mie ricevute che sono state emesse per motivi politici, a causa di motivi fiscali”. Gli investigatori sospettano quindi che l’ex capo della Fpö si sarebbe procurato ricevute false quando quelle che aveva presentato al partito non erano state accettate come spese dovute a motivi di lavoro.

L’ assistente afferma che il primo luglio 2013 l’ ex capo della Fpö avrebbe preso uno zaino pieno di soldi in una cancelleria vicina ai membri del partito e che la guardia del corpo le avrebbe detto di aver visto lo stesso zaino nell’ufficio di Strache. Aggiunge che ne avrebbe visti anche altri pieni di soldi.

Durante gli interrogatori gli investigatori son venuti a sapere che sia la guardia del corpo che della collaboratrice erano al corrente dell’ esistenza del video già nell’ aprile 2019, quindi prima del maggio sempre di quest’ anno quando il video è stato reso pubblico. La polizia sta cercando di capire se Strache era a sua conoscenza prima della sua pubblicazione e se così fosse, quali passi avrebbe intrapreso il partito. Karin S. afferma che in quei giorni hanno avuto luogo riunioni anche fino a tarda sera.

L’ ex capo del partito di estrema destra smentisce tutte queste accuse e si dichiara vittima degli ex collaboratori. Per tutte le persone citate vale la presunzione di innocenza.

Redazione CiSiamo
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