Sesso, vendetta e cocaina nello scandalo dell’Ibiza gate

Il motivo che ha portato al ritiro dalla politica da parte di Strache e di altri politici del FPÖ è da far risalire alla di vendetta da parte di una donna

Heinz Christian Strache
Heinz Christian Strache

Dopo sette mesi dal cosiddetto scandalo di Ibiza le autorità austriache stanno facendo chiarezza sulle identità e il ruolo delle persone coinvolte nel caso di Heinz Christian Strache che, in conseguenza del quale, ha dovuto poi ritirarsi dal suo ruolo di capo del FPÖ, il partito austriaco di estrema destra.. Ricordiamo che Strache, ormai ex capo del FPÖ, durante un suo soggiorno in una villa ad Ibiza nel maggio 2018, era stato fatto cadere in una trappola architettata per estorcergli dichiarazioni compromettenti. In effetti durante il video, che poi è stato reso pubblico, si può vedere e sentire Strache che promette appalti di costruzione in cambio di finanziamenti al suo partito ad una sedicente nipote di un ricco oligarca russo, anch’ essa facente parte del gruppo che aveva organizzato la registrazione del video.

Il motivo iniziale che ha portato al ritiro dalla politica da parte di Strache e anche di altri politici del FPÖ è da far risalire al sentimento di vendetta da parte di una donna, di nome M., che pare, si fosse infuriata dopo che era stata piantata in asso prima da Johann Gudenus, anch’ egli ex politico del FPÖ e poi anche dallo stesso Strache. Le autorità austriache sono venute a sapere queste notizie da un insider che faceva parte della clique che si ritrovava spesso in locali in e club lussuosi di Vienna.

L’avvocato Ramin M., il detective Julian H. e il bodyguarde di Strache conducevano una vita di piaceri che andava oltre possibilità economiche, alcuni loro conoscenti accennano anche al fatto che venivano consumate anche grandi quantità di cocaina. La messa in atto della trappola ad Ibiza che ha incastrato Strache, sarebbe stata causata dal bisogno di denaro da parte dei soggetti sopra citati. Il primo tentativo di accaparrarsi soldi in modo veloce da parte di queste persone, era andato a monte perché già nel 2015 nessuno aveva voluto comprare una ciocca di capelli di Strache, fatto questo che avrebbe confermato l’uso di cocaina da parte del capo del FPÖ. Un testimone allo stato attuale delle cose, adesso invece dichiara che quella ciocca di capelli apparteneva ad una moderatrice tv W che vive con l’ avvocato M.

Dopo l’ attuazione del video nella finca di Ibiza, l’ avvocato M. aveva provato a ricattare Strache, richiedendo in un primo momento 5 milioni di €, arrivando poi a 2 milioni di €. Quando i giornalisti della Suddeutsche Zeitung e dello Spiegel sono venuti a conoscenza dell’ esistenza del video, hanno reso pubblico il suo contenuto anche se pubblicamente è stata resa nota solo una sua parte.

Il ruolo del detective

Il detective H. ha un ruolo centrale in questo thriller: proprietario di una ditta che procura guardiani di sicurezza (security), aveva dato impiego anche ex ufficiali che avevano fatto parte nei corpi speciali dei militari nella guerra dei Balcani. Questo detective aveva ingaggiato un certo S., austriaco di origini bosniache e un serbo K., entrambi con precedenti per piccoli delitti, che avrebbero “recrutato e addestrato” la ragazza, probabilmente una prostituta di origini serbe anche lei, che si era spacciata come nipote di un ricco oligarca russo. Lo stesso detective compare nel video di Ibiza come accompagnatore della ragazza.

Il detective H. avrebbe mandato il serbo K. ad incontrare Strache nel giugno 2019, quindi dopo che il video di Ibiza era stato reso pubblico, con l ‘intento di minacciare e ricattare Strache con la pubblicazione di altre parti compromettenti del video, chiedendogli in cambio € 400.000.

S.e K. sono stati arrestati lo scorso martedì e sono tuttora sottoposti ad interrogatori. Sempre lo stesso giorno di questa settimana ha avuto luogo una razzia a casa dell’ avvocato M, dove è stata trovata della cocaina. L’ avvocato dichiara però che non gli appartiene, bensì alla moderatrice tv W., che era la sua convivente e che è coinvolta anche lei in questa vicenda.

I capi di accusa che vengono a molte persone in questione sono molti, tra cui: minacce, formazione di un’ associazione criminale, ricatto, furto falsificazione di documenti e spaccio di droga.

I veri mandanti di questa storia rimangono però ancora ignoti.

Le dichiarazioni di Strache e Godenus nella finca, fatte durante la registrazione del video alla sedicente nipote dell’oligarca russo, non sono soggette a nessun capo d’ accusa perché al momento dei fatti entrambi i politici non sarebbero stati in grado di metterli in atto, dato l’ assegnazione di un certo tipo di appalti non rientrava nell’ambito delle loro competenze. Perciò le loro asserzioni non possono venir punite.

Redazione CiSiamo
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