Al-Baghdadi morto: i dubbi sulla ricostruzione di Trump

Il dettagliato racconto fatto dal presidente Donald Trump della morte di Abu Bakr al-Baghdadi suscita più di qualche perplessità

al-Baghdadi

Secondo i vertici del Pentagono, i resti del leader Isis Abu Bakr al-Baghdadi, morto in raid americano, sono stati dispersi in mare. E nei prossimi giorni, fanno sapere, verranno diffuse le immagini del raid contro il califfo.

Esulta Trump, che in conferenza stampa alla Casa Bianca aveva raccontato con dovizia di particolare la morte di al-Baghdadi “come un codardo”. Il quale, secondo la ricostruzione del presidente americano, si sarebbe fatto esplodere uccidendo insieme a lui anche i tre figli. Ma a pochi giorni dall’annuncio, qualcuno in america comincia a dubitare della versione data da Trump. Dal New York Times al The Guardian, si fanno strada le perplessità.

La ricostruzione della stampa americana

Secondo il New York Times, ci sono diversi punti critici nel racconto del Presidente Trump. Primo tra tutti, quello riguardante la descrizione del califfo che urla e piange nel tunnel dove si è fatto poi esplodere. Ma secondo il quotidiano, le immagini che hanno visto Trump e i suoi collaboratori erano senza audio. Inoltre, al momento della conferenza stampa Trump non aveva ancora potuto visionare le immagini che documentavano la fine di al-Baghdadi. Qui video infatti erano stati fatti dalle telecamere sugli elmetti dei soldiati americani che stavano compiendo l’operazione. Ma quegli stessi video sono stati consegnati a Trump solo dopo la conferenza stampa. Interrogato in merito dalla Abc, il capo del Pentagono Mark Esper ha raccontato che probabilmente il Presidente ha parlato direttamente con i militari che hanno preso parte all’operazione per farsi raccontare tutto. Anche l’analisi del The Guardian è simile a quella proposta dal New York Times.

I dubbi di Alberto Negri

Ma non solo fonti straniere mostrano dubbi sulla ricostruzione del Presidente. Anche l’esperto di Medio Oriente e giornalista italiano Alberto Negri pare essere rimasto perplesso da alcune incongruenze. Su facebook infatti, Negri spiega: “Non c’era audio, non si vedeva quasi niente perché era notte, si distinguevano a stento le sagome degli attaccanti e dei jihadisti. Ma Trump, grazie a una fervida immaginazione, è stato in grado di descrivere nei dettagli la morte di Al Baghdadi”. “I russi non sono convinti, turchi e curdi lo assecondano, i siriani tacciono se non per protestare contro l’annuncio di Trump di occupare i loro pozzi petroliferi. I testimoni in zona parlano di tre ore di battaglia, raid e bombardamenti: fatti da chi e come? Da un aereo Usa e da sei elicotteri che poi dovevano tornare in Iraq?”, si chiede poi. “In Iraq o in Turchia che è a 5 minuti di volo ed è un Paese con basi Usa e Nato? Un racconto che fa acqua da tutte le parti: forse a Trump il Pentagono ha dato informazioni monche perché non si fida”.

Redazione CiSiamo
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