Voto in Bolivia, il Ministro della Giustizia: “No al ballottaggio”

Il voto in Bolivia ha scatenato le proteste e alcuni Stati hanno chiesto l'intervento dell'Osa, ma i ministri boliviani sono contrari

Voto in Bolivia, Evo Morales
Voto in Bolivia, Evo Morales

Il voto in Bolivia ha scatenato le proteste della popolazione dopo l’annuncio della vittoria al primo turno di Evo Morales. I governi di quattro Stati, Argentina, Brasile, Colombia e Stati Uniti hanno preso posizione. Hanno sollecitato la Bolivia a lasciare che l’Osa, l’Organizzazione degli Stati Amercani, verifichi il risultato. Oppure, in alternativa, di consentire un ballottaggio per certificare il risultato delle elezioni.

La risposta dei Ministro all’Osa sul voto in Bolivia

In un comunicato pubblicato a Bogotà i Paesi hanno sottolineato la loro preoccupazione per le “anomalie” che si sono verificate nel “processo di scrutinio in Bolivia, il 20 ottobre”. Tuttavia, il Ministro della Giustizia e quello degli Esteri boliviani, Héctor Arce e Diego Pary hanno affermato che l’Osa, come garante dello stato di diritto nei Paesi che ne fanno parte, non può chiedere un ballottaggio nelle elezioni della Bolivia. Infatti, dal punto di vista costituzionale non sarebbe appropriato.

“L’Osa è una istituzione garante dello stato di diritto e della democrazia in ciascuno dei 30 Paesi che ne fanno parte”, hanno scritto. “Non può in alcun modo sollecitare, mettendo fra parentesi la Costituzione politica del nostro Stato, di indire un ballottaggio in termini non prescritti dal nostro testo costituzionale”, hanno detto.

Redazione CiSiamo
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