Tir con cadaveri a bordo: il racconto degli ultimi istanti di una vittima

Le persone trovate a bordo del tir non sono tutte di nazionalità cinese. A fugare i dubbi un messaggio di una giovane presente sul mezzo.

Tir con cadaveri a bordo, le novità sul caso
Tir con cadaveri a bordo, le novità sul caso (foto Youtube)

I 39 cadaveri, trovati a bordo di un tir nel parcheggio del terminal di Purfleet, non sono tutti di nazionalità cinese. In prima battuta si pensava che fosse così ma le indagini stanno appurando un contorno della vicenda più ad ampio raggio. I familiari di una delle vittime, infatti, hanno ricevuto la chiamata di Pam Thi Tra My, 26 anni, proveniente dal Vietnam. Ciò è avvenuto poche ore prima che il tir arrivasse nella cittadina di mare. A bordo, infatti, vi sarebbero altri cittadini vietnamiti di 26 e 19 anni.

Tir con cadaveri a bordo, le novità

La telefonata è giunta intorno alle 23 di martedì 22 ottobre 2019. Le ultime parole della 26enne sarebbero state inviate mediante messaggio di testo: «Sono veramente molto, molto dispiaciuta, mamma e papà, il mio viaggio verso una terra straniera è fallito. Sto morendo. Non riesco a respirare. Vi amo tanto. Mi dispiace, mamma». L’ultimo messaggio della giovane, morta sul tir carico di migranti, si contorna di ulteriori novità. La speranza di una vita migliore stroncata dalla morte a bordo del tir con cella frigorifera che può raggiungere i 25 gradi sotto lo zero. Oltre all’autista fermato vi sono altre due persone ritenute responsabili del traffico di esseri umani.

La testimonianza del fratello della vittima

Secondo quanto diffuso dalla “Bbc”, il fratello avrebbe parlato di 30mila sterline pagate ai trafficanti per portare la giovane nel Regno Unito. «Mia sorella era partita dal Vietnam il 3 ottobre per poi volare in Cina: da qui fino alla Francia. Ha compiuto il primo tentativo di attraversare la Manica il 19 ottobre, non sappiamo da quale porto, ma è stata scoperta e rimandata indietro. Ci ha detto di non chiamarla – ha dichiarato il fratello – perché i trafficanti non le permettevano di ricevere telefonate».

La restituzione della somma

Il fratello della vittima ha parlato di come i trafficanti avrebbero restituito alla famiglia i soldi sborsati per il viaggio della 26enne. Il familiare di un’altra persona deceduta ha dichiarato la medesima situazione.

Redazione CiSiamo
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