UNHCR: “Prima evacuazione dalla Libia in Ruanda”

Un primo gruppo di rifugiati vulnerabili è stato evacuato dalla Libia in Ruanda. Ne ha dato notizia UNHCR, Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati.

La Libia non è
La Libia non è "porto sicuro"

Un primo gruppo di rifugiati vulnerabili è stato evacuato dalla Libia in Ruanda. Ne ha dato notizia UNHCR, Alto Commissariato della Nazioni Unite per i Rifugiati. “Sono i primi a beneficiare del Meccanismo di transito di emergenza, concordato e istituito di recente dal Governo del Ruanda, dall’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, e dall’Unione Africa“. Queste le parole dello stesso Commissariato in una nota.

UNHCR: “Prima evacuazione dalla Libia in Ruanda”

Il gruppo – continua la nota -, comprendeva un bambino nato solo due mesi fa in un centro di detenzione libico. In totale, 26 degli evacuati erano minori rifugiati, quasi tutti non accompagnati, senza un genitore o un familiare”. E ancora: “Uno degli evacuati non viveva fuori da un centro di detenzione da oltre quattro anni. Tutti i rifugiati erano sudanesi, somali o eritrei”.

“All’arrivo – prosegue la nota -, i rifugiati sono stati registrati e hanno ricevuto documenti d’identità, prima di essere trasferiti in un centro di transito a Gashora, circa 60 km a sud della capitale, Kigali. L’UNHCR metterà a loro disposizione alloggi, cibo, acqua, set da cucina, coperte, zanzariere e altri beni di prima necessità”.

“Un team di nove professionisti del settore sanitario, comprendente uno psicologo, collaborerà con consulenti specializzati nel lavoro con bambini e sopravvissuti a violenza sessuale per assicurare cure sanitarie e assistere gli evacuati sopravvissuti a torture, violenza sessuale e violazioni di diritti umani nel corso della permanenza in Libia“. 

Concesso lo status di richiedente asilo

A tutti i componenti del gruppo è stato concesso lo status di richiedente asilo. In attesa che l’UNHCR esamini le loro domande. Hanno tutti gli stessi diritti degli altri rifugiati presenti in Ruanda. Compresi quello di accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria, di libertà di circolazione e di lavorare”. Ha proseguito UNHCR. “Tutti gli evacuati saranno invitati a frequentare corsi di lingua e di formazione professionale affinché possano integrarsi nelle comunità locali durante il soggiorno in Ruanda”.

“Successivamente, per i rifugiati si perseguiranno altre soluzioni, fra cui, per alcuni, il reinsediamento. Altre soluzioni prevedono il ritorno volontario in Paesi nei quali in precedenza era stato concesso loro l’asilo, il rimpatrio se volontario e in condizioni sicure, o l’integrazione nelle comunità di accoglienza ruandesi”.

Garantita assistenza per tornare nel loro Paese

“A coloro ai quali non sarà ritenuto necessario concedere la protezione internazionale sarà garantita assistenza per fare ritorno nel proprio Paese di origine. O sarà data la possibilità di regolarizzare il proprio status giuridico in Ruanda”, specifica poi la nota. “Un secondo volo di evacuazione è previsto nelle prossime settimane, mentre l’UNHCR continua a compiere ogni possibile sforzo per portare al sicuro i rifugiati vulnerabili presenti in Libia. È necessario effettuare più rapidamente e aumentare con urgenza evacuazioni e iniziative quali il Meccanismo di transito di emergenza”.

Infine: “L’UNHCR esorta la comunità internazionale a sostenere il gesto di solidarietà del Ruanda nei confronti dei rifugiati assicurando sostegno finanziario e posti per il reinsediamento”. 

Redazione CiSiamo
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