Incendio all’impianto chimico di Rouen: spente le fiamme

Un grosso incendio si è sviluppato in un impianto chimico a Rouen, in un sito classificato come a rischio nell'ambito della normativa europea

Incendio all'impianto chimico di Rouen
Incendio all'impianto chimico di Rouen

Nella notte tra il 25 e il 26 settembre è divampato un incendio in un impianto chimico di Rouen, intorno alle tre del mattino. L’impianto è della società Lubrizol, e si occupa della produzione di additivi lubrificanti. Il sito rientrava tra quelli classificati “Seveso”, in base alla normativa europea che censisce i siti a rischio in ogni Stato.

L’incendio all’impianto chimico di Rouen

Al momento non si sa con precisione quali siano le cause dell’incendio, ma la zona intorno al sito in fiamme è stata evacuata dai vigili del fuoco. Intanto, sui social si sono susseguite le testimonianze e i video, e molti hanno riferito di avere sentito diverse esplosioni venire dal rogo. La situazione è tale che in dodici comuni intorno a Rouen gli abitanti sono stati invitati a rimanere in casa, nella giornata del 26 settembre. Questo, anche se la Prefettura ha sottolineato che dalle prime analisi svolte non sono non è stata rilevata particolare tossicità nel fumo dell’incendio all’impianto chimico di Rouen. Anche il Ministro dell’Interno Christophe Castaner ha fatto sapere che non ci sono rischi legati al fumo, anche se bisogna muoversi con prudenza.

Spente le fiamme

L’incendio è stato spento durante le prime ore del 27 settembre. Il rogo non ha fatto vittime, ma ha suscitato timori di inquinamento della Senna. E non solo. Infatti, la nube scura che si è levata dallo stabilimento in fiamme ha raggiunto i 22 km di lunghezza sulla zona di Rouen.
Prefettura e pompieri hanno confermato lo spegnimento delle fiamme, ma hanno comunque deciso di mantenere un presidio importante sul sito della fabbrica “Lubrizol”, da dove sale ancora un leggero fumo bianco e persiste un “odore sgradevole”.

Un precedente

Lo stesso impianto è stato oggetto di un altro incidente, nel 2013, che fu dovuto però ad un errore umano. In quel caso, dallo stabilimento ci fu una fuoriuscita di marcaptano, un gas dal forte e cattivo odore che arrivò fino alla Manica, e ancora, fino alle coste sud dell’Inghilterra.

Redazione CiSiamo
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