Proteste in Indonesia per un insulto razzista: 26 morti

Si aggrava il bilancio delle vittime delle proteste in Indonesia, nella provincia di Papua, per un insulto razzista nei confronti di uno studente

Proteste in Indonesia
Proteste in Indonesia

Si aggrava il bilancio delle vittime delle proteste in Indonesia scoppiate il 23 settembre. Le proteste si sono scatenate dopo che si è sparsa la voce secondo cui uno studente indigeno della Papua sarebbe stato insultato da un’insegnante del liceo. Le vittime al momento sarebbero 26, ma ci sono ancora decine di feriti negli scontri e negli incendi appiccati dai dimostranti. Nella città di Wamena sono stati presi di mira uffici governativi, negozi, case e automobili.

La situazione a Wamena

I video che si sono diffusi in rete mostrano una situazione incredibile. Fiamme che si alzano dagli edifici, e molti abitanti che girano armati di machete per difendere le proprie abitazioni.

L’inizio delle proteste in Indonesia

Secondo quanto ricostruito, la popolazione avrebbe dato il via alle proteste in Indonesia a seguito della diffusione della notizia secondo cui un’insegnante di un liceo di Wamena avrebbe dato della “scimmia” ad uno studente della popolazione indigena di Papua. L’etnia e la lingua degli indigeni della zona sono infatti completamente differenti rispetto a quella maggioritaria giavanese, che per decenni è immigrata nella zona grazie anche all’incoraggiamento delle autorità.

Pare però che in realtà la voce fatta circolare sull’insulto fosse falsa, e sia stata usata dai rivoltosi come un pretesto.

Redazione CiSiamo
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