Thomas Cook dichiara bancarotta: turisti bloccati all’estero

Il tour operator britannico Thomas Cook ha dichiarato bancarotta, mettendo a repentaglio 22mila posti di lavoro e il rientro di migliaia di viaggiatori

Thomas Cook
Thomas Cook

A sorpresa, il tour operator britannico Thomas Cook dichiara bancarotta, interrompendo con effetto immediato tutte le transazioni. Con evidenti rischi per migliaia di turisti che rischiano di rimanere bloccati all’estero. “Tutte le prenotazioni, inclusi voli e villeggiature, sono state cancellate”, ha fatto infatti sapere subito l’autorità per l’aviazione civile del Regno Unito.

I numeri sono impressionanti. Secondo la Bbc, i clienti di Thomas Cook interessati sono 600mila, 160mila solo in Gran Bretagna. Ora infatti il problema sarà riportare a casa tutti i vacanzieri che avevano prenotato un volo con Thomas Cook, con quella che è stata definita “la più grande operazione di rimpatrio in tempi di pace“.

La decisione su Thomas Cook

Il problema, ovviamente, non riguarda solo i clienti, ma gli stessi dipendenti di Thomas Cook. Sono infatti a rischio 22mila posti di lavoro al mondo, di cui 9mila solo nel Regno Unito. L’annuncio shock è arrivato dopo l’incontro avvenuto il 22 settembre tra la società, i principali azionisti e i creditori. Per evitare la liquidazione è stato fatto il possibile, ma al tour operator servivano 250 milioni di dollari per garantire la continuità stagionale. “Negli ultimi giorni abbiamo lavorato molto per risolvere le questioni in sospeso che portassero a un accordo che garantisse il futuro di Thomas Cook per dipendenti, clienti e fornitori”, ha dichiarato Peter Fankhauser, amministratore delegato di Thomas Cook. Le parti avevano sì raggiunto un accordo. Ma “una richiesta aggiuntiva negli ultimi giorni di negoziati ci ha messo davanti a una sfida che alla fine si è rivelata insormontabile”, ha concluso Fankhauser.

“Stiamo seguendo le ripercussioni”

Stiamo seguendo insieme al ministero degli Esteri le ripercussioni del fallimento Thomas Cook per verificare se ci sono nostri connazionali bloccati all’estero e nel caso dare loro assistenza attraverso l’unità di crisi della Farnesina che si è subito attivata. Stiamo anche verificando gli effetti e i danni per le imprese e i lavoratori del settore turistico italiano”. Queste le parole del sottosegretario del Mibact con delega al Turismo, Lorenza Bonaccorsi.

Redazione CiSiamo
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