L’Iran minaccia: “Il Paese che ci attacca diventerà un campo di guerra”

Le Guardie della Rivoluzione rispondono così all'invio statunitense di altri militari nel Golfo: negli scorsi giorni, Washington aveva confermato l'invio di altri 2mila uomini, oltre a un generale potenziamento dei sistemi di difesa.

Qualsiasi nazione che attaccherà l’Iran, secondo le Guardie della Rivoluzione, assisterà alla trasformazione del suo territorio nel “principale campo di battaglia” del conflitto. Lo ha affermato poche ore fa il generale Hossein Salami in una conferenza stampa a Teheran, la capitale del Paese. 

Non permetteremo mai che una guerra invada l’Iran

Chiunque voglia che la sua terra diventi il principale campo di battaglia, si faccia avanti”, ha dichiarato il militare iraniano. Aggiungendo poi che “non permetteremo mai che una guerra invada il territorio dell’Iran”. 

Tali dichiarazioni arrivano dopo la conferma, da parte degli Stati Uniti, del rafforzamento del proprio contingente militare nel Golfo in seguito agli attacchi contro le raffinerie in Arabia Saudita. Che, secondo Washington e Riad, sarebbero da attribuire all’Iran (gli attacchi sono stati rivendicati dai ribelli yemeniti Houthi). Questi attacchi hanno colpito duramente la produzione di petrolio di Riad, dimezzandola. In più, hanno alimentato anche i timori internazionali per uno scontro militare tra Stati Uniti e Iran. 

Gli Usa mandano altri 2mila uomini e potenziano i sistemi di difesa

Negli scorsi giorni, gli Stati Uniti hanno annunciato di aver inviato 2mila uomini nelle basi americane del Golfo, e di aver potenziato i sistemi di difesa aerea e missilistica. 

Redazione CiSiamo
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