Brexit, Boris Johnson in difficoltà: Ministro del lavoro si dimette per protesta

Il Ministro del Lavoro britannico Amber Rudd si è dimesso dal suo incarico per protesta riguardo alla linea del premier Johnson sulla Brexit

Boris Johnson è sempre più in difficoltà sulla Brexit. E l’annuncio che non andrà a rinegoziare l’accordo con l’Ue, è forse la goccia che ha fatto traboccare il vaso per il Ministro del Lavoro Amber Rudd.

Il disaccordo di Rudd sulla linea per la Brexit

Infatti, il Ministro si è dimesso per protesta anche contro l’espulsione di 21 parlamentari Tory avvenuta lo scorso 4 settembre. Un atto che Rudd ha definito “un attacco alla decenza e alla democrazia”. Tra i 21 espulsi c’è anche Nicholas Soames, nipote di Churchill. Il quale ha dichiarato che Churchill stesso sarebbe “disgustato” dal comportamento di Johnson.

“Non posso rimanere nei Tories mentre alcuni dei più autorevoli colleghi ne vengono cacciati fuori”, ha affermato Amber Rudd nella lettera di dimissioni. “Non credo più che l’uscita con un accordo sia il principale obiettivo del governo. Il governo sta spendendo enormi energie per prepararsi al No Deal ma non ho visto lo stesso livello di intensità nei colloqui con l’Unione Europea che ci ha chiesto di presentare soluzioni alternative al backstop irlandese”, ha continuato.

Le dimissioni di Jo Johnson

Ma Amber Rudd non è l’unica in disaccordo con la linea del premier ad aver dato le dimissioni. Anche il fratello minore del premier britannico, Jo Johnson, ha presentato le sue dimissioni perché contrario alle decisioni del primo ministro.

Redazione CiSiamo
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