Brexit, Boris Johnson sconfitto: svolta sulla legge anti no deal

Svolta sulla questione Brexit, con il via libera della Camera dei Lord alla legge anti no deal, che verrà approvata definitivamente lunedì 9 settembre

Boris Johnson e la Brexit
Boris Johnson e la Brexit (foto repertorio)

Svolta sulla questione Brexit, nella notte, quando la Camera dei Lord ha dato il via libera alla legge anti no deal che era stata approvata in prima lettura alla Camera dei Comuni il 4 settembre.

La seduta alla Camera dei Lord

Una seduta lunga e movimentata, quella che ha visto la sconfitta della linea dura di Boris Johnson. Inizialmente, anzi, si era pensato che i pari a favore della Brexit avrebbero messo in atto una manovra ostruzionistisca. In questo modo avrebbero impedito che la legge venisse approvata prima della chiusura del Parlamento, il prossimo 13 settembre.

Ma alla fine, il capogruppo conservatore Lord Ashton ha annunciato che la Camera dei Lord completerà l’iter di approvazione entro le 17 del 6 settembre. Se dovessero esserci emendamenti, la Camera dei Comuni li esaminerà lunedì 9 settembre, giorno in cui si completerà l’iter della legge. A quel punto verrà sottoposta alla Regina per il “Royal Assent”.

La crisi sulla Brexit

La legge anti no deal prevede che il premier Boris Johnson debba far approvare al Parlamento un accordo con l’Unione oppure un’uscita senza accordo. Ma se non dovesse riuscirci, il premier dovrà necessariamente chiedere all’Unione Europea un rinvio della Brexit al 31 gennaio 2020. La legge è stata presentata dalla laburista Hilary Benn, ma in realtà è sostenuta anche da una ventina di conservatori dissidenti, oltre che dalle opposizioni. Proprio la decisione dei conservatori “ribelli” di sostenere la legge ha fatto perdere la maggioranza assoluta a Johnson, il quale ha chiesto in extremis elezioni anticipate. Ma la mozione è stata bocciata e Jeremy Corbyn ha fatto sapere che il suo partito appoggerà l’ipotesi delle elezioni solo dopo l’approvazione della legge anti no deal.

La posizione di Boris Johnson

Nel frattempo, il portavoce di Downing Stretta ha fatto sapere che Boris Johnson parlerà direttamente all’opinione pubblica, per illustrare la situazione del Paese. Il portavoce ha affermato che per Johnson, “la legge arrendevole di Jeremy Corbyn costringerà il primo ministro ad andare a Bruxelles e a edere a qualsiasi richiesta gli faranno”. E questo il premier “non lo vuole fare”. Per questo, continua a sostenere che le elezioni anticipate siano l’unico modo per risolvere la situazione.

Redazione CiSiamo
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