Brexit: avanza l’ipotesi del rinvio al 31 gennaio

La Brexit si avvia forse ad un nuovo rinvio, dopo che il premier Boris Johnson ha perso la maggioranza assoluta in Parlamento

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Avanza l’ipotesi di un rinvio della Brexit dopo che il governo di Boris Johnson ha perso la maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni. Infatti, il Parlamento britannico ha approvato una mozione che autorizza ad approvare una legge che scongiuri l’ipotesi di un “no deal”, l’uscita dall’Ue senza un accordo.

Rimessa in discussione la linea sulla Brexit

Battuta d’arresto per Johnson, che vede così bocciata la sua linea dura. Sancita in un momento ben preciso della seduta, quando Philip Lee, che si è opposto alla Brexit, è passato dalla maggioranza aai banchi dell’opposizione dei Liberaldemocratici. Proprio quando sembravano delinersi alcune certezze per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea la situazione cambia e tutto viene rimesso in discussione, anche se questo cambiamento non porta automaticamente ad una caduta del governo di Johnson. Ora tempi e modi della Brexit sono ancora tutti in gioco, con buina parte del Parlamento – laburisti e conservatori dissidenti – che sono a favore di una legge anti no deal. Ma se prevalesse infine questa linea, la data dell’uscita dall’Ue dovrebbe essere rinviata ulteriormente.

Le tempistiche

La proposta è stata avanzata proprio da uno dei conservatori “ribelli”. Attorno a questo baluardo si sono radunati tutti coloro che vedono il disastro di un’uscita senza un accordo. Cercheranno ora di votare la legge che impedisca il no deal prima del 13 settembre. Per quella data è prevista infatti la chiusura del Parlamento fino al 14 ottobre, come richiesto da Johnson.

E se da una parte il premier dopo la perdita della maggiornaza è intenzionato a chiedere elezioni anticipate, dall’altra il fronte anti no deal si allarga. Pare infatti che i conservatori dissidenti siano più di una ventina, ed è quindi chiaro che la liena di Johnson è destinata a non prevalere.

Gli scenari possibili

Quello che succederà ora è tutto da vedere. Se però andasse in porto una legge che rendesse illegale l’uscita senza accordo, è chiare che bisognerebbe riaprire le trattative. In questo caso, l’unica certezza sarebbe un ulteriore rinvio, forse al 31 gennaio. Anche l’ipotesi delle elezioni anticipate non è così remota, e anzi, è resa plausibile dalla sconfitta politica di Johnson.

Redazione CiSiamo
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