Kashmir, l’India revoca l’autonomia dello Stato

L'India ha revocato lo status di autonomia della regione del Kashmir, che già versa in una situazione particolarmente tesa

Kashmir, India prepara attacco
Kashmir, India prepara attacco

L’India ha ufficialmente abolito l’autonomia del Kashmir, che era sancito dalla Costituzione indiana, attraverso un decreto presidenziale. E la decisione non può che andare ad inasprire tensioni che sono già forti nella regione, sempre sull’orlo di insurrezioni. Ora, le autorità nazionaliste hanno approvato il decreto presidenziale, e la situazione rischia di scoppiare.

L’annuncio della revoca dell’autonomia del Kashmir

Già l’annuncio, dato dal Ministro dell’Interno Amit Shah, ha scatenato le proteste nei banchi dell’opposizione e il Ministro degli Esteri del Pakistan, che da sempre rivendica il territorio del Kashmir, ha definito la decisione una “violazione della risoluzione Onu”. Tanto più che la risoluzione “entra in vigore immediatamente e sostituisce immediatamente” gli articoli costituzionali sul Jammu e Kashmir. In particolare, viene abolito l’articolo 370 della Costituzione indiana secondo cui il governo centrale di New Delhi avrebbe potuto legiferare nella zona solo su difesa, esteri e comunicazioni. Il resto delle decisioni, invece, è sempre spettato al Parlamento locale.

Ma non è finita qui. Infatti è stato presentato un disegno di legge che dividerà il Jammu e Kashmir. Verrà infatti separato il Lasakh, parte orientale a maggioranza buddista, e la zoan restante invece perderà lo status di Stato federato, e diverrà Territorio dell’Unione. Ciò cancella di fatto quasi tutte le autononime della regione.

Le avvisaglie

Del resto, l’abolizione dell’autonomia del Kashmir è stato il cavallo di battaglia della campagna elettorale del neopremier Narendra Modi. Dunque, la possibilità che accadesse non era poi così remota, e anzi, la voce era circolata già il 2 agosto. Venerdì infatti c’erano state alcune avvisaglie del fatto che potesse accadere qualcosa, visto che era stato cancellato un importante pellegrinaggio indù in Kashmir, e i tursti erano stati fatti evacuare a causa di geenriche “minacce terroristiche”. Così, il 4 agosto, il governo aveva dispiegato nella regione circa 25mila uomini, mentre si svolgevano le operazioni di evacuazione di turisti e pellegrini, circa 29mila in tutto.

Il commento dell’opposizione

Per Mohbooba Mufti, ex amministratore delegato del Jammu e Kashmir, si è trattato del “giorno più buio della democrazia indiana“. “La decisione unilaterale del governo indiano di abolire l’articolo 370 è illegale e incostituzionale e renderà l’India una forza di occupazione nel Jammu e nel Kashmir”, ha aggiunto Mehbooba Mufti. Il quale, per altro, dal 4 agosto si trova agli arresti domiciliari insieme con i principali leader dell’opposizione. “Ci saranno conseguenze catastrofiche per il subcontinente. Le intenzioni del governo indiano sono chiare: vogliono il territorio del Jammu e Kashmir terrorizzando il suo popolo”, ha detto.

Redazione CiSiamo
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