L’Arabia Saudita “non è un Paese per rapper”

L’Arabia Saudita continua a subire il boicottaggio da parte di artisti che non gradiscono la condotta medievale del regno.

L'Arabia Saudita subisce il boicottaggio degli artisti
L'Arabia Saudita subisce il boicottaggio degli artisti

L’Arabia Saudita continua a subire il boicottaggio da parte di artisti che non gradiscono la condotta medievale del regno e che hanno ormai maturato una profonda sfiducia nei confronti del paese dopo l’uccisione del giornalista Jamal Khassoggi. L’ultima della serie è stata la rapper Nicki Minaj, che stando a quanto riportato dalla BBC ha annullato la sua esibizione in programma la prossima settimana, motivando quella scelta con il suo “assoluto” suo sostegno ai diritti delle donne e della comunità LGBT.

Arabia Saudita e rapper

L’apparizione doveva essere in scaletta al festival musicale di Jeddah, ma nel regno erano immediatamente scoppiate polemiche in ordine al modo di vestire ed ai testi della rapper, considerati espliciti e troppo spinti. Insomma, a dare fuoco alle polveri erano stati gli stessi maggiorenti arabi. Maggiorenti che però, al contempo, stanno cercando proprio in questi ultimi mesi di offrire un’immagine moderna del paese, creando il paradosso etico per cui da un lato l’AS incoraggia l’arrivo di artisti, dall’altro scoraggia quelle loro velleità prog che ormai appartengono al mondo occidentale nel suo insieme e non più alle sole scelte “eccentriche” di una categoria di umani abituata da sempre a vivere ed agire in modalità border line.

Problema nel problema è poi il report sui diritti umani che ormai ha retrocesso l’Arabia Saudita agli ultimi posti della classifica sul tema, specie dopo l’omicidio del giornalista del Washington Post Jamal Kassoggi. A fine marzo poi il regno aveva processato 10 attivisti per i diritti delle donne, incrementando un processo involutivo che ha portato in queste ore Nicki Minaj a prendere la sua decisione e a motivarla con una nota ufficiale: “Dopo un’attenta riflessione, ho deciso di non andare più avanti con il mio concerto in programma al Jeddah World Fest. Anche se non voglio altro che portare il mio spettacolo ai fan in Arabia Saudita, dopo essermi meglio informata, credo sia importante per me dichiarare il mio sostegno ai diritti delle donne, della comunità LGBTQ e della libertà di espressione ed operare concretamente per esso mandando un segnale inequivocabile”. A gennaio era stata la stessa Mariah Carey ad invitare gli artisti a cancellare le loro esibizioni nel regno.

Redazione CiSiamo
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