Nuova truffa: far credere alle vittime di aver finanziato l’Isis

Stati Uniti sotto scacco di una elaborata truffa informatica che fa credere agli utenti social di aver finanziato l'Isis

Nuova truffa, far credere di avere finanziato l'Isis
Nuova truffa, far credere di avere finanziato l'Isis

Stati Uniti sotto scacco di una elaborata truffa informatica che fa credere agli utenti social di aver finanziato l’Isis e che spilla loro denaro per far sparire il problema. Il trucco, che sta assumendo secondo i media americani proporzioni mondiali e che starebbe approdando anche in Europa ed in Italia, è composto di due step. A darne menzione uno specifico alert di queste ore diffuso dall’ispettore generale del Dipartimento della Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti.

Nuova truffa

Innanzitutto, lo scammer fa amicizia con la vittima su Words with Friends, Facebook Messenger o un’altra app che ha utilizzo sugli smartphones e che ha una sub funzione di chat. In altri casi i truffatori utilizzano chat room online o piattaforme di incontri per stringere con la vittima legami da cuori solitari oppure “hot”. Una volta che con il truffatore si è instaurato un legame fiduciario, lo stesso convince la vittima a inviare un po ‘di soldi per aiutare il suo nuovo “amico” a far fronte a “piccole difficoltà”. La seconda parte della truffa inizia il giorno dopo il trasferimento di denaro. Il truffatore chiama la vittima fingendosi agente di polizia, usando un numero di telefono dell’organizzazione di polizia contrabbandato per far sembrare legittima la chiamata.

Creato questo back ground ufficiale e in un certo senso istituzionale, che dispone il truffato all’ascolto ed all’attenzione reverenziale, l’operatore dice alla vittima che i soldi inviati poco prima sono stati devoluti, indagini alla mano, “a un’organizzazione criminale o a un gruppo terroristico”: il must è lo Stato islamico in Iraq e Siria (ISIS) e al-Qaida, ma negli usa esiste anche una variante dell’inghippo che tira in ballo la Fratellanza Ariana e addirittura i gruppi di spionaggio a trazione rossa madurista e cubano. A quel punto il “gonzo”, dietro proposta di sanare e resettare dagli archivi quell’imbarazzatissima situazione, paga due volte la stessa persona.

Redazione CiSiamo
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