Essere gay in Botswana non sarà più reato

In Botswana non sarà più reato essere gay. Fino a due giorni fa essere omosessuale in quel paese africano significava rischiare fino a 7 anni di carcere.

Essere gay in Botswana non sarà più un reato
Essere gay in Botswana non sarà più un reato

In Botswana non sarà più reato essere gay. Fino a due giorni fa essere omosessuale in quel paese africano significava rischiare fino a 7 anni di carcere effettivo, motivato dalla profilabilità penale di avere avuto “conoscenza carnale con una persona dello stesso sesso contro l’ordine della natura, in luogo pubblico e privato”. Già, proprio così, contro “l’ordine della natura”. I giudici che hanno dato il via alla sterzata legislativa epocale hanno accolto il famoso ricorso di Letsweleste Motshiemag.

Essere gay in Botswana non sarà più reato

Si tratta di uno studente 21enne che aveva posto, con grande coraggio, la questione della violazione delle libertà individuali come perno della vecchia legge omofoba. E la sentenza emessa a motivazione dell’accoglimento di quel ricorso parla chiaro, parla chiaro e fa epoca in Botswana: “L’orientamento sessuale non è dettato dalla moda ma è qualcosa di innato e l società non dovrebbe occuparsi degli atti privati tra due adulti consenzienti, perché punire queste persone in base alla loro identità sessuale è irrispettoso e discriminatorio. Una società democratica è una società che si basa sulla tolleranza, sulla diversità e sull’apertura mentale”.

Parole usate dal giudice Michael Leburu, che con esse e con il loro valore legale dà una accelerazione spaventosa al processo di civiltà che il Botswana ha intrapreso fin dal 2010, con le legge che impediva di licenziare i gay perché tali e nel 2017, quando i transgender ebbero finalmente il diritto a cambiare il loro sesso sui documenti di identità.

Redazione CiSiamo
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