Cavallucci marini, in pericolo per colpa di nuovi appetiti di Pechino

In Africa infatti, soprattutto nei villaggi di pescatori in Senegal, Pechino dà sfogo alla sua (relativamente) nuova verve alimentare e commerciale.

Cavallucci marini
Cavallucci marini

Che i cinesi mangiassero praticamente di tutto o quanto meno non si facessero scrupoli nel masticare specie che in occidente vengono considerate domestiche o comunque da proteggere non è una novità, e le recenti politiche di Pechino in Africa hanno scoperchiato l’ennesimo vaso di Pandora. Quel vaso ha un contenuto, commestibile e di pregio commerciale stratosferico: i cavallucci marini secchi. E in Africa infatti, soprattutto nei villaggi di pescatori in Senegal, che Pechino dà sfogo alla sua (relativamente) nuova verve alimentare e commerciale.

Cavallucci marini a rischio

Le acque prospicienti quella terra sono piene di creature marine. Su quelle spiagge, secondo El Nuevo Dia, “vivaci folle di mercanti combattono per assicurare il miglior pescato del giorno: barracuda, razze, ostriche, cetrioli di mare e l’agognato capitano. Tuttavia, la parte più piccola e forse la più preziosa della pesca è il cavalluccio marino. I prezzi di questi prodotti sono aumentati molto rapidamente”, affermano i commercianti locali. Sebbene non esistano cifre esatte per il Senegal, il numero di cavallucci marini commercializzati nell’Africa occidentale è aumentato drammaticamente negli ultimi anni.

Secondo l’organizzazione di conservazione marina Project Seahorse l’anno scorso venne esportato quasi un milione di esemplari. “Fondamentalmente ci sono due modi per commerciare illegalmente, entrambi legati alla vendita di pesce e molluschi in Asia, in particolare in Cina – spiega a END Andrés Cisneros , un ricercatore che ha svolto attività sul campo in Senegal -. Da un lato, ci sono i pescherecci industriali, che pescano lungo i fondali marini e sbarcano il pescato nella capitale senegalese, Dakar”.

A quel punto gli equipaggi delle navi asiatiche avviano le procedure per la conservazione dei cavallucci marini. Quasi tutto il commercio ittico dell’Africa occidentale passa attraverso Dakar. I punti critici della pesca di frodo includono il delta del Salum, ricco di specie, così come i paesi vicini come Gambia, Guinea e Guinea-Bissau. Il giro d’affari ​​supera i 20 miliardi di dollari annui. Anche il commercio di cavallucci marini fa parte di questo mercato. Secondo l’Interpol la pesca d frodo sta mettendo a rischio molte specie, fra cui il cavalluccio marino è ormai in triste pole position. Un rapporto dell’ONG Traffic, che registra il commercio di animali selvatici e piante in tutto il mondo, conclude che, tra il 2009 e il 2017, il 24,4% dei prodotti marini sequestrati nel settore dell’aviazione sono stati i cavallucci marini. Un singolo sequestro può contenere fino a 20.000 esemplari del valore di 12 dollari ciascuno. Tutto il commercio illegale di prodotti marini dall’Africa è destinato a due paesi: Cina e Viet Nam.

Redazione CiSiamo
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