Piano aiuti di Washington, la Palestina lo rispedisce al mittente

Donald Trump invia un piano di aiuti alla Palestina ma il destinatario lo rispedisce al mittente. Boicottato, di fatto, il supporto economico.

Donald Trump e la richiesta di impeachment per il caso Ucraina
Donald Trump e la richiesta di impeachment per il caso Ucraina

Nessuna “elemosina” da Donald Trump, piuttosto un impegno concreto a trovare una soluzione politica al problema israelo-palestinese. Lo ha detto a chiare lettere il leader palestinese Mahmoud Abbas da Ramallah, in risposta alla pubblicizzazione del piano economico degli Usa sui territori della Cisgiordania. Quel piano, approntato e reso noto nel fine settimana e calibrato su 50 miliardi di investimento complessivi volti a far ripartire l’economia palestinese, è stato considerato una sorta di “pannicello caldo” per una questione che abbisogna, secondo il Capo dell’Autorità palestinese, di una visione più prospettica e che prenda in esame una volta per tutte la soluzione politica. Al centro del target c’è la pace, ma non come valore astratto, bensì come status giuridico figlio di precise politiche attuative.

Piano aiuti rispedito a Donald Trump

Politiche che però cozzano in maniera clamorosa, secondo Abbas, con lo storico e finora invalicabile sbilanciamento di Washington a favore di Gerusalemme. Questi concetti, forti ed inequivocabili, Abbas li ha espressi in una conferenza stampa dal suo quartier generale di Ramallah, in Cisgiordania. La prevista conferenza sul tema in Bahrain si porta dunque lo strascico di un piano definito come “mal assemblato e studiato appositamente per contenere i germi del fallimento”.

Tutta la dirigenza palestinese ha chiesto di boicottare il piano Usa, invitando gli imprenditori arabi a non partecipare ai lavori. “Abbiamo si bisogno di soldi ed assistenza – ha detto Abbas – ma prima di tutto abbiamo bisogno di una soluzione politica”.

Redazione CiSiamo
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