Rocco Morabito evaso in Uruguay: il boss era stato catturato nel 2017

Il pericoloso boss della ’ndrangheta Rocco Morabito, originario di Reggio Calabria, è evaso in Uruguay dal carcere di Montevideo.

Rocco Morabito evaso
Rocco Morabito evaso

Il pericoloso boss della ’ndrangheta Rocco Morabito è evaso in Uruguay dal carcere di Montevideo. Originario di Reggio Calabria, Morabito è in contatto con i principali cartelli dei narcos sudamericani. Il 52enne era stato arrestato nella stessa Montevideo nel 2017, dopo ben 23 anni di latitanza. Nella capitale dell’Uruguay viveva con il nome inventato di Francisco Capelletto. La sua fuga ha del sorprendente, e per tanti motivi. Come riporta il Corriere della Sera, Morabito, favorendosi di un cavillo procedurale, avrebbe evitato la richiesta di estradizione in Italia ottenuta dalla Procura antimafia di Reggio Calabria.

Rocco Morabito evaso in Uruguay

Con Morabito sono scappati anche altri tre carcerati. Per scappare, stando alla versione dei media sudamericani, si sono serviti tutti di un buco nel tetto. Attraverso questo passaggio sarebbero arrivati in una casa e avrebbero rubato la proprietaria Elina Ituarte (80 anni).

Morabito era ricoverato nell’infermeria del carcere. Con lui sono fuggiti Leonardo Abel Sinopoli Azcoaga e Matías Sebastián Acosta González, entrambi in attesa di estradizione in Brasile. L’ultimo evaso invece è Bruno Ezequiel Díaz, in attesa di estradizione in Argentina.

Chi è Rocco Morabito

Rocco Morabito, originario di Africo, era inserito nella lista dei cinque latitanti più pericolosi d’Italia. Nella stessa lista sono inseriti, tra gli altri, Matteo Messina Denaro e il bandito dell’Anonima sarda Attilio Cubeddu.

Morabito finì in primo piano nelle indagini sul traffico internazionale di droga agli inizi degli anni ’90. Nel 1991 si sposta a Milano. Qui, assieme alla zio, viene fotografato in compagnia di loschi narcotrafficanti sudamericani. Nel 2001, dopo essere diventato il numero uno del narcotraffico di Milano, si è trasferito in sud-america. Al momento della cattura, fu trovato in possesso di un passaporto brasiliano. Tale passaporto era intestato a Francisco Attilio Capelletto Souza, commerciante di soia.

Redazione CiSiamo
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