Isis: arrestato siriano che progettava un attentato a una chiesa

E' stato arrestato a Pittsburgh, in Pennsylvania, un rifugiato siriano di 21 anni che progettava un attacco con una bomba ad una chiesa

Gruppo terroristico (immagine di repertorio)
Gruppo terroristico (immagine di repertorio)

E’ sospettato di aver progettato un attentato ad una chiesa in nome dell’Isis, per questo l’Fbi ha arrestato un rifugiato siriano di 21 anni. L’arresto è avvenuto a Pittsburgh, in Pnnsylvania, dove pare che il 21enne vivesse dopo essere arrivato negli Stati Uniti nel 2016.

Isis, arrestato siriano che progettava un attentato ad una chiesa

Gli agenti federali sotto copertura hanno eseguito l’arresto del giovane Mustafa Mousab Alowemer mentre cercava di comprare materiale esplosivo. Pare che il 21enne siriano avesse già compiuto alcuni sopralluoghi sul luogo che progettava di attaccare, così da poter painficare al meglio l’attentato e studiare possibili vie di fuga. Il ragazzo avrebbe scritto a mano un piano e lo avrebbe anche corredato di una mappa con contrassegnati tutti gli edifici dell’area.

Le motivazioni dell’attacco

Secondo il Pittsburgh Post-Gazette, l’obiettivo di Alowemer era una piccola chiesa chiamata Legacy International Worship Center, in Wilson Avenue. La motivazione che lo avrebbe spinto a progettare l’attacco sarebbe stata sostenere lo Stato Islamico. Inoltre voleva ispirare altri simpatizzanti negli Stati Uniti a unirsi per commettere reati simili, ha riferito l’FBI. Parrebbe che dopo aver respinto altri potenziali obiettivi a Pittsburgh, compresa la moschea sciita, Alowemer abbia scelto la chiesa Wilson. Infatti voleva “vendicarsi dei nostri fratelli (dell’Isis, ndr.) in Nigeria”.

Le indagini sul siriano affiliato all’Isis

Il Pittsburgh Post-Gazette riporta come si siano sviluppate le indagini. Tutto è iniziato qualche mese fa, quando il 21enne era stato agganciato da un agente dell’Fbi che si era finto un “fratello” dellp Stato Islamico. In seguito, Alowemer si era reso disponibile a fornire informazioni su famiglie di Curdi yazidi, spesso presi di mira dall’Isis. Avrebbe voluto eventualmente attaccarli come vendetta “per Al-Baghuz”. Qui infatti, le forze siriane e curde hanno definitivamente allontanato lo Stato Islamico tra febbraio e marzo. Verso la metà di aprile, dopo aver visionato gli obiettivi, il 21enne aveva detto di non voler attaccare la moschea perché “troppo controllata”, ma al contempo di voler lanciare un attacco con una bomba per poi scappare in Siria. Il 21enne avrebbe poi identificato l’obiettivo, e avrebbe dovuto incotrare gli agenti Fbi che si erano finti “fratelli islamici”. Ma proprio durante quell’incontro, avvenuto il 19 giugno,gli agenti lo hanno arrestato.

Redazione CiSiamo
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