India schianta le esportazioni Usa di mandorle, noci e mele: dazi maggiorati

Mandorle, noci e mele americane? Sì ma come introito fiscale figlio dei nuovi dazi, 28 in tutto, che l'India ha imposto su un folto gruppo di prodotti.

India schianta le esportazioni Usa
India schianta le esportazioni Usa

Mandorle, noci e mele americane? Sì ma come introito fiscale figlio dei nuovi dazi, 28 in tutto, che l’India ha imposto su un folto gruppo di prodotti commerciali stelle e strisce. Nuova Delhi ha deciso di applicare questa sorta di “rappresaglia” nei confronti dell’amministrazione Trump come contro mossa nei confronti della decisione di Washington di ritirare i privilegi commerciali all’India. Insomma, ormai è braccio di ferro vero.

India schianta le esportazioni Usa

Dalla scure di ND, come riporta Il fatto Quotidiano, si è salvato all’ultimo minuto solo un tipo di gamberetto, l’artemia. Il dato è rilevantissimo, visto che le mandorle californiane e le mele dell’East Coast e della California trovano nell’India il secondo mercato mondiale di assorbimento. In soldoni sarà una mazzata coi fiocchi per Washington e potenzialmente rappresenterebbe un fiume fiscale per New Delhi.

Da tempo gli Usa stanno cercando di equilibrare la bilancia commerciale e diplomatica a oriente in modo da compensare il fatto che da quella parti lo Zio Sam ha come avversario sul ring la potentissima Cina, ma qualcosa è andato storto. A cominciare però, almeno secondo il calendario ufficiale, sarebbe stata proprio l’America: l’India importa alluminio e acciaio a sfondo dagli Usa e proprio l’amministrazione Trump aveva dato un secco “no” alla possibilità che la più grande democrazia del mondo potesse essere esentata dagli aumenti sulle tariffe. Con i paesi che hanno un deficit commerciale alto Trump aveva deciso di mostrare i denti e l’India non aveva subito sconti. Gli Usa perciò si erano limitati, in esordio, ad un blando ritardo nell’applicazione delle tariffe, ma senza ufficializzare mai il loro reset, anzi, lasciando intendere per vie diplomatiche che era solo questione di tempo.

In India nel frattempo di era votato e il nuovo leader, Narendra Modi, era uscito dalle urne rafforzato in quanto a fiducia malgrado il paese venisse da un suo primo mandato non proprio stellare, in quanto a welfare ed economia. Con la convinzione che la buriana fosse passata e che si potesse giocare duro, Modi ha restituito il favore agli Usa con la forza di chi sa di avere alle spalle più di un paese forte, cioé un paese in decrescita ma che non ha indicato in lui il responsabile della medesima. Trump non aspettava altro. Proprio in questi giorni il presidente Usa aveva ufficializzato la posizione di Washington nei confronti del deficit commerciale indiano: nessuno sconto. Il segnale al vincitore d’urna era stato forte e chiaro. Anche New Dheli però aveva la contro mossa in cassetto e ha calato l’asso: “Secondo le nuove tariffe, il dazio sull’importazione di noci è stato aumentato al 120% dal 30% in vigore attualmente; su ceci e lenticchie è stato accresciuto dal 30 al 70 per cento”. A fine mese ci sarà il G20 ad Osaka, in Giappone, un ring ideale per il terzo round fra i due colossi.

Redazione CiSiamo
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