Bimba di 8 anni violentata e uccisa da tre poliziotti: condannati all’ergastolo

E' arrivata la condanna all'ergastolo per tre poliziotti che hanno violentato e ucciso una bambina di 8 anni in India, lo scorso anno

Bimba di 8 anni violentata e uccisa da poliziotti
Bimba di 8 anni violentata e uccisa da poliziotti

Tre ergastoli ad altrettanti poliziotti riconosciuti colpevoli di aver torturato, stuprato ed ucciso una bambina musulmana di 8 anni nel Kashmir. La vittima, appartenente ad una tribù nomade di religione musulmana, venne trovata l’anno scorso, dopo tre settimane di ricerche successive alla sua scomparsa. Era orribilmente sfigurata e con segni di violenza sessuale nei pressi della città di Kathua.

Bimba di 8 anni violentata e uccisa: la pena per i colpevoli

Qualcuno l’aveva segregata in un tempio locale, l’aveva stordita per giorni di farmaci e violentata con regolarità approfittando di quello stato di assoluta incoscienza. Dopo l’individuazione e l’arresto dei tre (all’epoca) presunti responsabili una certa opinione pubblica indiana vicina a gruppi di destra si era dichiarata sfacciatamente a favore degli indagati. Gli agenti di polizia erano accusati anche di aver cercato di occultare e distruggere le prove di quell’orrendo crimine.

Inizialmente ad essere indagati furono in tutto in otto: un ex funzionario governativo, quattro poliziotti ed un minore. Degli uomini in divisa uno era stato prosciolto. Per il minore si era disposto lo stralcio in procedimento sotto capello della giurisprudenza di specie per gli under 18. Tutti gli indagati, poi imputati in un delicatissimo processo, si erano sempre dichiarati innocenti. Sull’onda di quel caso l’India ha varato una legge che introduce la pena di morte per chi si macchi di una condanna per violenza carnale su minore di 12 anni. Secondo quella legge il giudice però può applicare la scelta discrezionale di commutare l’esecuzione capitale in carcere a vita, valutando via via le circostanze.

Le possibili motivazioni

Il processo aveva assunto anche toni “gialli” quando da alcune carte in dibattimento era emerso che un possibile movente di quel barbaro crimine era legato a ordini partiti dall’alto secondo una precisa ed agghiacciante direttrice. Ossia, cacciar via da quelle terre la scomoda tribù della bambina, i Gujiars, con un gesto di assoluto impatto, per consentire a società di prospezione geologica di effettuare carotaggi alla ricerca di “terre rare”.

Redazione CiSiamo
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