Petroliere attaccate in Oman: Iran respinge le accuse

Due petroliere sarebbero state attaccate al largo dell'Oman, e sono andate in fiamme. Gli Usa hanno accusato l'Iran che però respinge le accuse

Petroliere in fiamme in Oman
Petroliere in fiamme in Oman

Sul caso delle petroliere attaccate in Oman l’Iran respinge le accuse degli Stati Uniti come “infondate”. Il sottosegretario Usa Mike Pompeo infatti aveva attribuito l’incidente a Teheran, ma la missione iraniana all’Onu ha condannato “nei termini più forti” le affermazioni.

In una dichiarazione diffusa dall’Iran si legge che “la guerra economica degli Stati Uniti e il terrorismo contro il popolo iraniano, nonché la loro massiccia presenza militare nella Regione, sono stati e continuano ad essere le principali fonti di insicurezza e instabilità nel Golfo Persico”.

Petroliere attaccate in Oman

Le due petroliere sono state attaccate al largo dell’Oman, nello stretto di Hormuz, che separea l’Iran dall’Oman e dagli Emirati Arabi Uniti, e sono andate in fiamme. A bordo delle due petroliere si sarebbero susseguite tre esplosioni, che avrebbero fatto crescere immediatamente le fiamme a bordo. Ancora incerte le cause, anche se qualcuno ritiene che possano essere state attaccate con dei siluri. Una delle due navi batteva bandiera delle isole Marshall, l’altra di Panama.

I 44 membri dell’equipaggio, come fa sapere Il Corriere della Sera, sarebbero stati soccorsi dalla Marina degli Stati Uniti. Sono intervenute nelle acque territoriali dell’Oman anche navi della Marina di Teheran. I membri degli equipaggi delle due navi sono stati quindi trasferiti in Iran, nel porto di Bandar-e-Jask. Per adesso nessuna delle due petroliere è affondata.

Le petroliere sono state attaccate

È stato il Giappone a rivelare che “le due petroliere nel Golfo di Oman sono state attaccate“. Lo ha annunciato il Ministro del Commercio nipponico Hiroshige Seko. Le due navi in fiamme infatti stavano trasportando carichi “collegati al Giappone”. Anche per la compagnia di Taiwan Cpc Corporation potrebbe essere stato un siluro a colpire una delle due petroliere. Intanto i membri dell’equipaggio di una delle due petroliere attaccate sostengono di aver visto “oggetti volanti” prima dell’esplosione. Lo ha reso noto la compagnia giapponese ‘Kokuka Sangyo’, proprietaria della Kokuka Courageous del battente bandiera di Panama.

Per colpa di questo attacco i prezzi del petrolio sono aumentati del 4%. L’area si trova vicino allo Stretto di Hormuz. L’incidente, a conferma del clima teso che si respira nella regione, giunge un mese dopo il sabotaggio di 4 petroliere avvenuto lo scorso 12 maggio. Il sabotaggio era avvenuto al largo della costa di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti.

Redazione CiSiamo
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