Dona la punta del suo dito… per farci un cocktail

Dona la punta del suo alluce a un bar… per farci un cocktail famoso quanto vagamente nauseante.

Dona un dito per farci un cocktail
Dona un dito per farci un cocktail

Dona la punta del suo alluce a un bar… per farci un cocktail famoso quanto vagamente nauseante. La tradizione vuole infatti che per bere quel miscuglio alcolico secondo protocollo si debba toccare il dito mozzato con le labbra. E tanti saluti alla quiete gastrica, potremmo dire. La notizia però è clamorosamente vera. Tutto è cominciato dalla decisione di un ex Royal marine britannico, Nick Griffiths, di donare la punta del suo alluce al Downtown Hotel di Dawson City, in Canada.

Dona la punta del suo dito per farci un cocktail

L’ex commando lo aveva perso a causa di un congelamento durante una maratona invernale nel 2018. Nello Yukon è in vigore però una strana tradizione, che ha spiegato anche il senso della decisione del nonnetto soldato di donare un pezzo del suo corpo a un bar. Da quelle parti, proprio per esorcizzare i numerosi congelamenti che portano alla perdita di dita, si prepara un cocktail molto particolare, il Sourtoe.

Come in Messico si beve tequila con dentro un verme o uno scorpione e in alcune zone dell’Europa si sorseggiano grappe e distillati con immersi nella broda alcolica serpenti, lucertole e rami di mugo, da quelle parti si brinda con whisky in cui vengono messe a mollo le dita perse dai viaggiatori e performer che si scontrano con i freddi impossibili del Grande Nord. Tutto nacque, secondo la tradizione, quando nel 1973 un capitano di battelli fluviali dello Yukon, Dick Stevenson, scoprì la punta di un dito conservata in una capanna abbandonata e ci fece un cocktail con la sua corta di “bumba” (da cui aveva evidentemente già attinto in abbondanza, oseremmo intuire).

Da allora sarebbero stati serviti oltre 86mila Sourtoe. Griffith ha dunque donato, secondo la Bbc, il suo alluce “nella speranza che possano preparare il Sourtoe con il mio dito e ricordarsi di me”. Per oltre 40 anni – spiega la Bbc – turisti e viaggiatori si sono concessi il “lusso” di sorseggiare quel cocktail beneaugurante, avendo cura di rispettare l’antico detto che ne guida i protocolli di sorseggiamento: “Puoi berlo velocemente, puoi berlo lentamente ma le tue labbra devono toccare il dito”. Dato che da un po’ di tempo, ma guarda un po’, mancavano dita per rinnovare le scorte, l’ex marine ha pensato bene di rimpinguarle con la sua donazione molto personale. “Non potremmo essere più felici adesso che abbiamo un nuovo dito”. Parole del direttore della struttura Adam Gerle. Contento lui. Una storia bislacca fra chi brinda e chi, come noi, fa volentieri passo. Alla salute.

Redazione CiSiamo
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