La prima donna nera a scalare l’Everest è sudafricana

La prima donna nera a scalare l'Everest, dopo tre tentativi falliti, è Saray Khumalo, sudafricana, che ha raggiunto la vetta a 47 anni

Saray Khumalo (Facebook)
Saray Khumalo (Facebook)


La prima donna africana a conquistare la vetta dell’Everest è lei, la 47enne sudafricana Saray Khumalo, che dopo l’impresa riuscita al quarto tentativo è tornata a casa accolta da una folla immensa di ammiratori e sostenitori.

Saray, che ha ascendenze nobili riconducibili alla fiera tribù ‘nguni dei Matabele, è arrivata all’aeroporto internazionale Tambo avvolta nella bandiera sudafricana e tutto l’orgoglio di genere e di nazionalità che le ha conquistato una vera venerazione da parte dei suoi connazionali.

Saray Khumalo ha fatto la storia

La Khumalo ha fatto la storia diventando la prima donna africana nera a scalare il Monte Everest. Ad accoglierla in aeroporto c’erano suo figlio Azinkosi e altri parenti, abbracciati dalla scalatrice in lacrime fra le urla di centinaia di ammiratori. “Dietro questo risultato non ci sono solo la mia famiglia, la mia tribù e i miei amici – ha detto la donna – sono così eccitata e orgogliosa perché dietro questa impresa c’è l’intera nazione“.

Questo era il quarto tentativo di Khumalo di superare l’Everest. Avrebbe potuto cedere alla tentazione di ritirarsi dopo che il suo primo tentativo nel 2014 era stato tragicamente vanificato da una valanga che uccise 16 sherpa, ma Saray non si era arresa e, anche per loro, aveva ritentato altre tre volte. A quasi 50 anni, ora è sul tetto del mondo.

Redazione CiSiamo
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