Isis rivendica l’attacco in Congo nella “Ebola Zone”

L'Isis ha rivendicato l'attacco in Congo che ha provocato la morte di 13 civili e 25 militari, compiuto in una zona vessata dal virus Ebola

Gruppo terroristico (immagine di repertorio)
Gruppo terroristico (immagine di repertorio)

L’Isis rivendica la paternità dell’attacco terroristico che martedì ha fatto 13 vittime in Congo, nella cosiddetta “Ebola Zone”. Quel micidiale attacco notturno era stato sferrato nella zona orientale del Congo in cui il letale virus sta tornando ad avere una sua nuove recrudescenza.

La prima ipotesi sul massacro

In un primo momento, secondo le dichiarazioni delle autorità locali, si era pensato ad un attacco portato dall’ADF, il gruppo militare che si oppone al governo con finalità più politiche che religiose. Ma indagini successive e poi la conferma ufficiale hanno dissipato ogni dubbio. A compiere quel massacro, portato a termine con raffiche di mitra e fendenti di machete, è stato l’Isis.

La rivendicazione dell’Isis

La rivelazione sulla rivendicata paternità della strage è stata diffusa dalla Reuters in queste ore. Questo, dopo che l’Isis aveva chiaramente sostenuto di aver condotto il blitz con una nota diffusa sulla messaggeria di Telegram. Il comunicato alludeva anche all’uccisione, oltre che dei 13 civili, anche alle esecuzioni o al ferimento di 25 soldati congolesi. Tutto questo in una zona delicatissima dell’Africa, dove si stanno profondendo sforzi titanici per arginare la seconda grande epidemia di Ebola da quando il virus emorragico aveva fatto la sua più recente comparsa, alla fine degli anni ’90.

Redazione CiSiamo
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