Il massacro di La Saline, bimbi impiccati: donne stuprate e date in pasto ai maiali

Una vicenda, quella del massacro di La Saline, che ancora oggi fa molto male. La vicenda si è verificata nel quartiere degradato di Port Au Prince.

Massacro di La Saline, quartiere degradato di Port Au Prince (foto Youtube)

Massacro di La Saline ad Haiti: la Polizia spiega dopo mesi che quelle atrocità sarebbero state commesse in un clima di guerra fra bande ma con mandanti politici. Dal 13 al 17 novembre 2018 uomini, donne e persino bambini di appena 4 anni furono uccisi a colpi di arma da fuoco. “I loro corpi furono dati in pasto a cani e maiali. Le donne vennero violentate e date alle fiamme”.

Violenza inaudita a La Saline

La Saline è uno dei quartieri più degradati della già degradata Port Au Prince, in un settore off limits vicino al Parlamento haitiano da ci è partita la nuove e tremenda escalation di violenza legata alle gang e pare supportata politicamente. Ora, come riporta il Miami Herald, sei mesi dopo che quelle decine di persone vennero torturate e uccise nel peggiore massacro di Haiti degli ultimi anni, un rapporto di indagine interno della Polizia di Haiti fornisce il primo resoconto ufficiale di alcune delle atrocità.

I colpevoli ufficiali ed esecutori materiali delle nefandezze. “Banditi legati a conflitti di bande per il controllo di un vasto mercato all’aperto in cui i racket di protezione sono la norma. Ma anche armi a noleggio da potenti politici e uomini d’affari benestanti che cercano di controllare i voti. Tutto questo in vista delle prossime legislazioni e elezioni del sindaco”.

Uccisi anche dei bambini

Prova provata del carattere abnorme di quei crimini “l’omicidio di bambini come Geralson Belance, di soli 10 mesi, che fu vigliaccamente impiccato e le cui spoglie vennero portate via in un sacco dai suoi assassini”. Un governo inerte e perso nel vassallaggio al petrolio venezuelano avrebbe permesso quell’orrore, indagando con una iniziale leggerezza che aveva imbarazzato perfino la comunità internazionale.

“Davanti agli occhi disorientati di mariti, mogli, figli, fratelli e sorelle le vittime furono uccise. Poi fatte a pezzi con i machete e le loro spoglie furono abbandonate su cumuli di immondizie, gettate nei canali di fogna o bruciate”.

La terribile vicenda avvenuta nel quartiere di Port Au Prince

“Altri, in particolare donne, sono stati stuprati in presenza dei loro mariti o partner impotenti, e talvolta persino in presenza dei loro figli”. Poi la prova provata che in mezzo a quell’orrore ci sarebbero le mire destabilizzanti di alcune fazioni politiche con apparentamenti in alto: “per il massacro venne usato anche un fucile d’assalto della Polizia Nazionale di Haiti. Esso è risultato in matricola al Palazzo Nazionale e parte dei 56 Galil israeliani. Le armi sono scomparse durante la transizione del 2016 dall’ex presidente Michel Martelly al presidente ad interim Jocelerme Privert. La pistola era stata trovata in possesso di una banda che secondo la Polizia, era legata al massacro”.

Redazione CiSiamo
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